Bisogna essere realisti, ridere al cinema, per quel che mi riguarda, è un’esperienza splendida, ma purtroppo rarissima.

Quando capita quindi, come nel caso di questa piccolo film di Dany Boon, il mio entusiasmo cresce e con lui, in maniera direttamente proporzionale, cresce anche la voglia di perdonare alcune sviste.

A partire dal tema trattato, l’unione dell’Europa annulla le frontiere e costringe alla convivenza e alla collaborazione Francia e Belgio, fino al suo leggero svolgimento, Niente da dichiarare procede spedito come una freccia scoccata dall’arco di Robin Hood, senza mai perdere un colpo ed inanellando risate e situazioni assurde, ai limiti del mal di pancia.

Gran merito di tutto questo va attribuito ai due simpaticissimi protagonisti, al timido doganiere di Dany Boon, ma soprattutto al suo travolgente collega belga, Benoit Poelvoorde. Attraverso una serie ininterrotta di dispetti e giochi di parole, che nella traduzione italiana purtroppo si perdono per strada, le differenze e i pregiudizi che dividono Francia e Belgio, spazzano via qualsiasi resistenza dello spettatore, travolto da ritmo serrato e tanta intelligenza.

Certo i difetti ci sono, lo dicevo all’inizio, per esempio il regista non resiste ad infilare nella vicenda una telefonata storia d’amore e in virtù di questa decisione, alcune svolte narrative e soprattutto il finale, appaiono scontati, ma si sa, l’importante è il viaggio e non la destinazione e quanti avranno la voglia di intraprendere questo cammino, non ne resteranno cerrto delusi. Il resto è cinema francese di gran classe, quel tipo di intrattenimento che ha precedenti importanti ed indimenticabili, come del resto lo stesso Giù al nord proprio di Dany Boon.

Come spettatore europeo è poi piacevole perdersi e ritrovarsi in una storia di frontiere scomparse ed unità conquistate, un piacere che riflettendoci non è un semplice vezzo, ma una necessità, che reca con se un forte sentimento di identità.

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VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA):

– 8 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Per le commedie ho sempre qualche dubbio, ma in questo caso consiglio il grande schermo.

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