E’ veramente possibile confezionare un blockbuster, cioè un campione di incassi studiato a tavolino, che abbia un’anima e un cuore, che a dispetto dell’arcinoto soggetto, riesca a farci trepidare e sognare, fremere e commuovere ancora e comunque?

L’alba del pianeta delle scimmie sembra rispondere egregiamente a questa non scontata domanda, regalandoci due ore di emozione, carne e irsuta pelliccia.

La storia, anzi le storie, che gravitano attorno alla saga de Il pianeta delle scimmie sono note a tutti, a cominciare dal classico interpretato da Charlton Heston, fino al fiacco remake diretto da Tim Burton, eppure questa pellicola convince miracolosamente ed inaspettatamente, arrivando a trovare una vita propria e scavando un proprio immaginario cinematografico nella mente degli spettatori, lontano da quanto visto in precedenza.

La storia di evoluzione e rivoluzione dell’umanissimo scimpanzè Cesare, colpisce per la sua complessità e per la tenerezza di cui è permeata, contaminata da sequenze da mozzare il fiato e da un continuo senso di ineluttabilità e di addio. Cesare, nato in cattività e votato alla libertà, rappresenta tutti noi, così come il suo indomito spirito guerriero, ma al tempo stesso compassionevole e capace di empatia, è affine al nostro e alla sognata utopia di un mondo nuovo e più giusto.

Questo è il cortocircuito emotivo che domina il film e il cuore dello spettatore, consapevole che la speranza per un mondo diverso e più equo, vedrà l’estinzione dell’umanità e della sua iniqua e sciocca supremazia. L’alba del pianeta delle scimmie gioca con questa distonia, dando vita in ognuno di noi a due sentimenti, contrastanti eppure completamente condivisibili. L’affetto vero e la comprensione di un James Franco in splendida forma impreziosiscono il film, mentre un meraviglioso e sussurrato John Lithgow ci regala alcune memorabili sequenze in punta di piedi, ma è la strabordante e a volte ferina umanità del digitale Cesare (c’è Andy Serkis dietro le sue espressioni) a dominare il film, mentre il massiccio e scimmiesco finale, che ricorderemo probabilmente per molto tempo, fa il resto.

Blockbuster quindi, ma con un’anima e un cuore come si diceva all’inizio. Film di ribellione ed apocalisse, di dignità riconquistata e di casa ritrovata, film di genitori e figli, di malattia e cura, di solitudine e moltitudine, di vendetta e di pietà… film di uomini e di scimmie, di uomini scimmia e di scimmie umane.

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VOTO DI TESTA (PASSATE ALCUNE ORE): – 8 –

VOTO DI CUORE (PERSONALISSIMO): – 8 –

VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA): – 8 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Merita il grande schermo.

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