Domenica mattina, la perturbazione che aspettavo ormai da tempo è arrivata, l’aria è più fresca e le prime gocce di pioggia bagnano la campagna.

In assenza di altre idee brillanti, carico moglie e figlia e mi reco alla vicina multisala per vedere il famigerato film sui Puffi.

Si spengono le luci, cominciano gli spot che precedono il film e la prima cosa che noto è l’assurda invasione puffosa che sta conquistando il mondo. Caramelle gommose, capi di abbigliamento, giocattoli, quasi tutti gli spot propongono una variante blu e puffosa del proprio prodotto.

Il genitore che è in me è letteralmente terrorizzato al solo pensiero dell’imminente Natale.

Finalmente comincia il film e dopo il logo della Columbia Pictures, lo schermo si tinge finalmente di blu. La pellicola in se non ha macroscopici ed irritanti difetti, trattandosi di un prodotto per bambini, ma scorre via innocua e a tratti anche divertente. Alcune sequenze hanno il fanciullesco dono della semplicità, mentre altre travolgono lo spettatore in un vortice di rutilante nonsense.

Se i piccoli ometti blu convincono senza fatica, sono i due comprimari umani (il Neil Patrick Harris di How I met your mother e la Jayma Mays di Glee) a rappresentare la catena debole di tutta l’operazione, entrambi sprecati in ruoli monocorde e monodimensionali, ai limiti del dimenticabile. Per fortuna un esilarante e fantastico Hank Azaria, risolleva da solo, nel ruolo di Gargamella, l’intera pellicola, arrivando a dominare da solo lo schermo, in almeno un paio di indimenticabili occasioni.

Ovviamente  un pizzico di agrodolce in bocca resta, pensando alla totalità digitale in cui versano al giorno d’oggi le pellicole per ragazzi, mentre i tempi de Il gatto venuto dallo spazio sembrano lontani un milione di anni luce, però I Puffi è soprattutto una pellicola dedicata ai bambini e dimenticarlo significherebbe non aver compreso a sufficienza l’importanza di un genere che deve rimanere protetto e destinato solo ed esclusivamente ai più piccoli.

In conclusione, al cinema si è ovviamente visto di meglio, ma mia figlia ride, si diverte, salta e balla felice, arrivati a casa giochiamo e lei ovviamente impersona la Puffetta… insomma alla fine, forse, puffa proprio bene così.

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VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA):

– 6,5 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Pomeriggio in casa e famiglia sul divano.

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