C’è una battuta in questo film, che a conti fatti, risulta davvero illuminante.

Senza svelare troppo, ad un ricevimento per l’addio al nubilato, la damigella d’onore, la miglior amica della sposa, critica apertamente e aspramente l’intera pacchiana situazione. La sposa reagisce con queste parole:

“Perchè non fai come tutte le persone normali, cerchi di essere contenta per me e poi vai a casa a sparlare alle mie spalle?”

Ecco in quel momento il film vola alto e lo fa esattamente un attimo prima di tradirsi e smarrirsi definitivamente.

Piaccia o meno, Le amiche della sposa è un film molto meno divertente di quanto ci si aspetti e fatte salve un paio di grottesche situazioni, al limiti del demenziale (la prova abiti e il volo aereo) il resto della pellicola è ammantata da una sottile e pungente aria di commiserazione e fallimento.Una volta preso atto di questo, cioè inquadrato il film dalle parti delle commedie di formazione e crescita e non da quelle dei fratelli Farrelly, il gioco potrebbe divertire e soprattutto far riflettere qualcuno.

Ammantato di un’ineluttabilità mascherata da levità, che non riesce a mai colpire come dovrebbe, Le amiche della sposa mette in scena  un universo variopinto a colori pastello, che disperatamente tenta di nascodere il grigio delle vite delle protagoniste coinvolte. Anche se inevitabilmente l’happy end fa ovviamente capolino, lo spettatore non riesce a divertirsi fino in fondo, imbarazzato ad abbandonarsi completamente alla risata e allo sberleffo ai danni di tanta solitaria inettitudine.

Le protagoniste, nessuna esclusa,  hanno nascosto in seno il germe dell’infelicità, anche la più perfetta ed imperturbabile tra loro, è schiava di quella perfezione, che la tiene prigioniera in una dorata prigione di obblighi ed aspettative. La protagonista poi, fa del fallimento la propria caratteristica principale, fallimento da cui ci si può affrancare, solo rendendosi conto che tutti noi, celiamo nascosti nel profondo, il problema e la cura di tutti i nostri mali. Riflessione adulta e necessaria, per attraversare indenni il tumultuoso fiume della vita.

Ecco il nocciolo del film, la sua chiave di volta e anche il suo punto debole. L’errore de Le amiche della sposa è quello di non portare alle sue estreme conseguenze questo ragionamento. Abbandonarsi in modo facile e prevedibile al lieto fine è un grande segno di debolezza, pestare ulteriormente il piede sull’accelleratore del fallimento e della commiserazione di se, giungendo ad una serena e mediocre accettazione dei propri limiti, avrebbe impreziosito il film, senza renderlo omologabile e dimenticabile. Mi viene in mente una splendida pellicola di qualche anno fa, The weather man di Gore Verbinski, che di fronte allo stesso dilemma, riuscì ad essere tragica e risoluta fino ala fine, regalandoci su di un piatto d’argento un finale carico di mediocre quotidianità.

Una maggiore dose di coraggio ci avrebbe consegnato una commedia al femminile, densa di sincerità e realtà, una cosa che Le amiche della sposa, riesce a regalarci solo per un breve istante… il tempo di una battuta.

.

VOTO DI TESTA (PASSATE ALCUNE ORE): – 6 –

VOTO DI CUORE (PERSONALISSIMO): – 6 –

VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA): – 6 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Il cinema è una spesa eccessiva, meglio un pomeriggio tra amiche con un dvd.

.