Una volta mi è capitato di leggere una striscia a fumetti che mi ha particolarmente divertito. In una cucina, seduto a tavola, il protagonista che chiede alla sua compagna: Che si mangia questa sera? Lei distrattamente risponde: George… A quel punto lui commenta: Ha servito quegli avanzi di tonno talmente tante volte, che abbiamo cominciato a dargli un nome.

C’è stato un periodo della mia vita in cui un film come Lanterna verde, mi avrebbe appassionato, forse sarei addirittura corso al cinema per vederlo. Ma il tempo passa e il periodo storico che ho in mente, mi vedeva vestito con le braghette corte e la maglietta di Mazinga. La verità è che Lanterna verde non è un film disprezzabile, ma è assolutamente identico ad altri 100 film sui super eroi, visti di recente sul grande e piccolo schermo.

Dopo il solito preambolo introduttivo in cui un immane pericolo viene presentato al pubblico, insieme a brevi cenni storiografici della mitologia legata a quel tipo di super eroe, entra in scena il protagonista, un adorabile scavezzacollo senza santi ne eroi, dapprima restio ad accettare la responsabilità affidatagli, poi finalmente pronto a fare il proprio trionfale ingresso nel mondo di coloro che volano, scalano le pareti dei palazzi o godono di una forza sovrumana. Lanterna verde non si discosta di un millimetro da tale canovaccio, regalandoci poche sorprese e soprattutto poche sequenze davvero degne di essere ricordate.

Se il protagonista è un Ryan Reynolds, scanzonato quanto basta e piuttosto simpatico, da un lato l’imbarazzante cattivo Peter Sarsgaard e dall’altro una certa fretta a concludere la vicenda in modo che il film non superi l’ora e quaratacinque minuti, soglia oltre la quale evidentemente l’attenzione tende a scemare, non giovano per nulla al film, che si consuma in fretta come un menù da fast food, lasciandoci satolli, ma anche profondamenti insoddisfatti e colpevoli. Lanterna verde inizia, si sviluppa e finisce in un batter d’ali, lasciando dietro di se un paio di suggestioni visive, una scena spettacolare e due battute di spirito ben riuscite, un pò pochino per un blockbuster dedicato ad un super eroe.

Poi c’è la questione della crescita. Forse la colpa è mia, che invecchiando vedo le cose sempre più diversamente da qulache anno fa, ma dopo fior di film che hanno decostruito l’immagine del super eroe, molti penseranno a Kick-Ass, ma anche il recentemente recensito Super è un ottimo esempio, per non parlare del lavoro fatto da Nolan con il suo Cavaliere oscuro, ha ancora senso affrontare queste mitiche figure dotate di super poteri in questo modo così schematico ed infantile? Non gioverebbe forse fare un passo indietro e pretendere una maggior attenzione psicologica e una responsabile e più coraggiosa presa di posizione? Quello che resta alla fine della fiera, non è più un’esperienza adulta, ma una scampagnata adolescenziale, tra i boschi videoludici e fin troppo noti del già visto.

Chi avesse voglia di farsi la solita bella scorpacciata di George, si accomodi, è al cinema che aspetta.

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VOTO DI TESTA (PASSATE ALCUNE ORE): – 6 –

VOTO DI CUORE (PERSONALISSIMO): – 5 –

VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA): – 5 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Visto il livello del film e la scarsità di effetti memorabili, se ne consiglia una distratta visione pomeridiana e televisiva.

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