L’incipit è perfetto.

Un affollato centro commeciale, una multisala piena zeppa di gente che ride a crepapelle gustandosi una commedia. Il proiezionista esce a prendersi una bibita, flirta con la commessa, rientra in sala ed improvvisamente salta la luce. Buio ovunque, le risate si fermano all’improvviso, la sala è deserta, tutti, ma proprio tutti, sono scomparsi.

Ma cosa sta capitando al cinema americano? Sembra che l’horror e la fantascienza negli ultimi tempi siano ossessionati dall’apocalisse, dalla fine del mondo e dall’estinzione dell’umanità. Cambiando maniera e presupposti, tra epidemie, eventi inspiegabili, invasioni aliene e cataclismi geologici di rilevanza a volte planetaria, sembra che la speranza abbia abbandonato i cuori di coloro che scrivono di cinema. Un giorno forse questa tendenza dovrà essere approfondita, radicata com’è nelle profondità di un genere che dopo l’11 Settembre non è più stato lo stesso, nel bene e nel male.

Chiusa la digressione e tornando al nostro bellissimo incipit, bisogna ammettere che nei suoi primi 5 minuti, la pellicola regala quel mix di orrore ed inquietudine, che hanno fatto la fortuna del genere. Peccato che subito dopo annaspi nei più patetici luoghi comuni, regalandoci solo un paio di azzeccate sequenze e tanta, tantissima noia. Ricordando da vicino un’inquietante pellicola come Darkness, senza averne la cattiveria e l’integrità, la storia si sfalda attorno ai suoi pochi ed insulsi protagonisti.

Lontano milioni di anni luce dal proletario splendore di Session9, Brad Anderson dirige questo polpettone con una mano sulla macchina da presa e l’altra sulla richiesta di estinzione del mutuo, unica ragione per imbastire una storia tanto sconclusionata e decisamente alimentare. Lasciando da parte il mestiere e dimenticando per strada la verosimiglianza, la suspance e la coerenza, Anderson edifica un monumento alla noia, arrivando a farci implorare la veloce dipartita di tutto il cast.

Imbolsita da confusi riferimenti al folclore popolare (CROATOAN), inspiegabilmente poco coerente in alcune soluzioni narrative (i protagonisti ci mettono un’ora e dieci per capire che anche il fuoco è un’ottima fonte di luce) e a tratti ammorbata da una totale assenza di mordente, Vanishing… si trascina verso la sua scontata conclusione, non lasciando alcun segno visibile nella memoria di chi lo ha visto.

Occasione mancata ed ennesima riflessione sulla natura umana caduta nel vuoto, Vanishing… ha le potenzialità del genio, ma lo scarso impegno di un ragazzino capriccioso e viziato, che crede di poter vivere di rendita, grazie al proprio talento. Purtroppo come la vita ci insegna, non è mai sufficiente.

.

VOTO DI TESTA (PASSATE ALCUNE ORE): – 5 –

VOTO DI CUORE (PERSONALISSIMO): – 4 –

VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA): – 5 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Non si sentiva proprio il bisogno che il film sbarcasse nei cinema di casa nostra… download selvaggio e via andare.

.

Annunci