L’idea è quella di recensire tutti i film della saga, in occasione dell’uscita dell’ultimo capitolo. Dal primo film datato 2001 fino alla seconda parte del settimo, in uscita nel 2011, dieci anni di attese, promesse e qualche conferma, ma soprattutto dieci anni di crescita.

La pietra filosofale è il classico film che piace a tutti i ragazzi lentamente in procinto di diventare adulti e a tutti gli adulti desiderosi di tornare velocemente ragazzi. Ancora molto lontano dalle cupe atmosfere odierne e figlio di un cinema più solare, che ancora doveva fare i conti con le sue paure, post 11 Settembre, il primo capito di Harry Potter, mette in campo tutti gli elementi classici della crescita e dell’affermazione di se.

C’è il destino, pronto a designare il proprio campione, un nemico mortale e pericolosissimo, l’amicizia e l’appartenenza ad un gruppo come affermazione del proprio io e dei propri valori, c’è la scuola, una famiglia impossibilitata a capire e condividere empaticamente la sorte del prescelto e soprattutto c’è l’attesa, che lascia lo spettatore in sospeso, ostaggio di un continuo senso di divenire.

Le grandi storie per l’infanzia, come questa,  hanno ben marcati tutti questi elementi, arrivando ad entrare talmente in sintonia con coloro che ne fruiranno la magica atmosfera, da dare spesso la sensazione di raccontare le storie di ciascuno di noi. Potter e La pietra filosofale in particolare, getta le basi per questa singolare entropia, comunicando a ragazzi ed adulti, l’urgenza di far comunicare quel mondo con il nostro.

In questo senso, è umano, terribilmente umano, desiderare di essere maghi, perchè a prescindere dall’età, la magia ci affascina e ci trasporta lontano, dandoci l’illusione di poter fare tutto. La Rowling compie inoltre un importante passo in più, facendoci intuire che la magia non basta mai, non tutti i maghi infatti, così come non tutti i ragazzi sono uguali, ma ciò che serve è saper mettere a frutto il proprio talento, unendolo al duro lavoro, ad una buona dose di intelligenza e alla magica alchimia scaturita dal lavorare insieme ad un obbiettivo comune.

Spensierato e divertente, ricco di stupore ed incanto, il primo capitolo affonda le proprie radici nella fanciullezza e nell’infanzia della ragione, pur paventando all’orizzonte un pericolo ancora difficile da identificare ed umanizzare, ma che col passare degli anni si concretizzerà sempre di più, fino a diventare vera e propria nemesi. Rito di passaggio obbligato in cui potersi crogiolare, senza pensieri e conseguenze, dove il coraggio viene premiato e favorito da una società adulta ancora capace di abbracciare e proteggere, La pietra filosofale, pone le basi di un universo incantato, che sapientemente non svela ancora i propri angoli oscuri, limitandosi a farci dare un’innocente sbirciatina all’abisso, senza mai dimenticare che ben presto l’abisso scruterà in noi.

Già dal secondo capitolo le cose cambieranno e si faranno sempre più oscure, rivelando sempre più le contraddizioni di una società spaccata, impaurita e tremebonda, incapace di credere e sperare, perchè ormai ha smarrito l’opalescente luce della dignità.

L’innocenza, l’infanzia e il tempo dei giochi finiscono qui.

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VOTO IN VALORE ASSOLUTO: 7

VOTO NELLA SCALA POTTEROLOGY: 8

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