Consapevole di aggirarmi in un territorio poco condiviso, proverò a spiegare le ragioni che mi portano a difendere un prodotto innocuo, ma tutto sommato garbato come questo Libera uscita, ennesima commedia volgarotta, ma sincera dei fratelli Farrelly.

Libera uscita diverte e spiazza, non tanto per le assurdità (a tratti divertentissime) che propone, ma per la sua garbata sincerità quasi infantile. E’ proprio grazie a questa felice leggerezza, che anche le situazioni più grevi, sono da inserirsi in un’ottica fanciullesca, tipica dell’immaturità pre puberale. Se nel film si gioca con le deiezioni corporali e con altre assortite volgarità, la palese spontaneità con cui queste vengono proposte, le spoglia automaticamente di ogni subdolo sotto significato nascosto, palesandole in tutta la loro infantile gaiezza. Hall Pass (questo il titolo originale) gioca e si diverte, come già accadeva con Scemo e più scemo e Tutti pazzi per Mary, con la spensieratezza tipica dei bambini, capaci di trasformare magicamente la cosa più imbarazzante, in scanzonata euforia, privandola di quella malizia adulta, che spesso rovina tutto.

Mettendo il dito sulla piaga della rutine matrimoniale, Libera uscita, riflette su questa granitica istituzione, che volenti o nolenti, rappresenta il fondamento della nostra società. Prendendosi una settimana di vacanza dal loro matrimonio, i due protagonisti (e le loro mogli), hanno la possibilità di scrutarsi dall’esterno, per vedere finalmente ciò che sono diventati. Senza concedere nulla a quella trivialità corriva, che tanto va di moda oggi, il film riesce a riflettere con semplicità ed efficacia su due pianeti, quello maschile e quello femminile, in cui i desideri dell’uno sono troppo spesso lontani dai veri bisogni dell’altro.

Non è difficile identificarsi con i bassi desideri e il cameratismo guascone dei due protagonisti, nemmeno quando approda ad una prevedibilissima epifania, che sfocerà in un telefonato finale, non comunque privo di gusto. Libera uscita fa quasi tenerezza per la salva di commenti negativi che l’hanno preceduto, rischiando comunque di meritare, a priori, una legittima difesa  d’ufficio. Il film però non ne ha bisogno e riesce a difendersi benissimo da solo, grazie a due azzeccati protagonisti, una serie indovinata di travolgenti comprimari e soprattutto grazie ad un paio di sequenze quasi indimenticabili.

Infantile, innocuo, ingenuo, leggero, ma comunque tremendamente divertente.

Vedere per credere.

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VOTO DI TESTA (PASSATE ALCUNE ORE): – 6,5 –

VOTO DI CUORE (PERSONALISSIMO): – 6,5 –

VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA): – 6 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Dvd a noleggio e serata tra amici, fiumi di birra e rutto libero.

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