Esistono i buoni film, pellicole belle e divertenti, profonde e struggenti, scampoli di un paradiso perduto in terra, da vedere e rivedere fino alla fine del tempo.

Esistono i cattivi film, robaccia dimenticabile e spesso imbarazzante, pellicole così indifendibili da essere unanimemente considerate senza appello, da tutta la società civile.

Entrambe queste categorie sono ovviamente opinabili, cioè dietro al famoso motto: i gusti son gusti, si agitano un sottobosco di sensazione ed emozioni personalissime, che spostano il giudizio dello spettatore da un estremo all’altro, apparentemente senza alcun preciso disegno.

Poi ci sono le pellicole necessarie e qui la storia cambia. L’opinabile non esiste più, parole spesso vuote come bello e brutto, perdono di significato e ciò che resta è l’indispensabile.

Inside Job appartiene fieramente a questa terza categoria.

Perdonate il lungo preambolo, ma è necessario capire, che film come Inside Job, sono imprescindibili, un documentario come questo, che affronta la crisi economica, ragionando su come ci siamo arrivati e su come non ne siamo ancora usciti, non è un film sul cui valore estetico discutere, ma è semplicemente un film da vedere e basta.

Potrei sembrare un tantino assoluto nelle mie valutazioni, ma una pellicola che spiega cosa sono i future e cosa hanno causato, mette il dito sul malfidato e comprato consenso, accordato dalla comunità universitaria a tali viziosi meccanismi ed infine mostra quanto non sia veramente cambiato nulla, anche dopo una crisi globale che ha messo in ginocchio milioni di persone, merita tutta la mia e la vostra attenzione.

Giustamente premiato con l’Oscar per il miglior documentario, Inside Job, parla di qualcosa che fa strettamente parte della vita di ciascuno di noi, anche se spesso da molti non viene compreso fino in fondo. L’economia e soprattutto questa nuova economia, è fortemente radicata nella vita di tutti i giorni e capirne le leggi, le contraddizioni e le devianze, non solo è un diritto, ma anche un dovere. Inside Job fa questo, accende una pallida luce di conoscenza nel buio delle nostre menti, spesso obnubilate dalla tragica complessità di questa ostica materia.

Non lasciatevi spaventare dalla complessità del tema trattato, i concetti vengono esposti in modo chiaro ed accessibile a tutti, sperando così di rendere consapevoli il maggior numero di persone.Narrato da Matt Damon (ovviamente nella versione originale) e ricco di intelligenti spunti di riflessione, il film non teme le critiche e va fino in fondo nell’analizzare una crisi annunciata e mai abbastanza discussa. Perchè essere cittadini di questo mondo significa anche questo, coprendere fino in fondo ciò che ci circonda e non nascondere la testa sotto la sabbia, sperando che la tempesta passi.

Film necessario quindi, fatto di interviste e storia, volti e aziende, nomi e cognomi, senza mai sottacere responsabilità ed implicazioni, Inside Job mette in scena una spietata autopsia a tutto un sistema economico, ad uno stile di vita e ad un presente che a ben guardare è già futuro.

Insomma, il miglior film horror dell’anno.

.

VOTO DI TESTA (PASSATE ALCUNE ORE): – 10 –

VOTO DI CUORE (PERSONALISSIMO): – 10 –

VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA): – 9 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Acquisto immediato ed obbligato del dvd.

.

Annunci