Di fronte alla palese e spavalda disfatta di un film come Priest, vien voglia di rivalutare il cinema italiano con tutti i suoi compromessi e la sua cioccolataia gaiezza.

Fortemente debitore all’insensata e bulimica inconsistenza di Legion (stesso protagonista e stesso regista, non è un caso), Priest viaggia su binari pericolosi e paralleli, sostituendo agli angeli infuriati, un esercito di dimenticabili vampiri. Figlio di una poetica video ludica eccessiva e tonitruante, il film compie il miracolo di farsi dimenticare nel momento stesso in cui lo si sta guardando, lasciando nello spettatore inappagato, una fastidiosa serie di insensati deja-vu.

A metà strada tra il western, l’horror, il film d’arti marziali e l’apocalittico futuro che un bel dì vedremo, Priest, dimostra un innato talento nel proporre cose già viste e soluzioni narrative al limite del ridicolo, decidendo di rendere assolutamente trascurabile ogni personaggio e di annaffiare il tutto con fiumi di dabbenaggine digitale fine a se stessa. Poco importa se la trama starebbe scritta su di un biglietto del tram, il percorso fatto dagli antipatici protagonsiti per arrivare alla parola fine, assomiglia ad una brutta barzelletta.

Forse potreste iniziare a pensare che sono troppo cattivo nei confronti di questa innocua pellicola, buona per passare una serata tra amici, ma francamente trovo sbagliata e perniciosa la tendenza di certo cinema (e qui gli americani sono campioni incontrastati) a raschiare il fondo del barile, arrivando ad offendere la nostra intelligenza di spettatori paganti. Uno straccio di idea nuova avrebbe probabilmente giovato ad una sceneggiatura patchwork, costruita come un abominevole mostro di Frankenstein con parti altri film innocenti. Dai cartoni animati della nostra infanzia, fino allo spaghetti western, nulla viene risparmiato da questo indigesto frullato di tutto e niente, talmente saporito da stomacare anche lo spettatore meglio presdisposto.

La verità è che Priest è in mala fede ed è talmente povero da sfiorare l’accattonaggio. Pellicola triste e da dimenticare, così dannatamente conscia di ingannare tutti, senza fare la felicità di nessuno, avara di sincerità e piena di tronfia e spaccona spavalderia, travestita da apocalisse dark, ma in realtà calcolatrice macchina per produrre soldi facilmente.

E noi, pubblico di allocchi appassionati, stufi di farci prendere in giro da un cinema baraccone che ormai non ha più ne vergogna, ne anima.

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 VOTO DI TESTA (PASSATE ALCUNE ORE): 3

VOTO DI CUORE (PERSONALISSIMO): 2

VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA): 4,5

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Si merita un download selvaggio.

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