Forse questa estate che non si decide ad arrivare, è ancora in grado di regalarci qualche bella sorpresa. X-Men First Class è per esempio un’ottima risposta a tutti i disfattisti, pronti a vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso.

Più riflessivo e profondo dei recenti film della serie (penso a Conflitto finale e alla monografia di Wolverine) questo succosissimo prequel, ha il grande merito di spostare l’attenzione sul rapporto tra i due capisaldi dell’universo X-Men, ovvero Magneto ed il Professor X.

Emozioni umanissime in corpi mutanti, ricordi luminosi, dolore e rabbia, problemi apparentemente senza soluzione e fraterno spirito di comunione, empatia, amore, odio e accettazione di se. Di questo e ben altro umano sentire è fatto X-Men First Class, che di mutante e mutato ha davvero poco, quando si parla di amicizia e di amore, sentimenti qui vissuti in modo totale e sfavillante, capaci di farci dimenticare le incertezze di una sceneggiatura ovviamente non priva di difetti e di farci apprezzare in una piccola manciata di fotogrammi tutta la magia della settima arte.

Film per animi romantici e non certo per cervelli fini e un pò pignoli, First Class piacerà a quanti saranno in grado di immedesimarsi nell’infinita lotta di una specie neonata e a tratti fragilissima, per far valere i propri diritti o più semplicemente per poter proclamare in libertà la propria esistenza e farsi finalmente accettare agli occhi del mondo e ai propri. Sì perchè un altro dei punti di forza del film è l’umana fragilità che ne sottende le sorti. Non assistiamo infatti ad una parata di invincibili mutanti, ma ad un tremebondo carosello di insicurezze, dubbi ed impacciate epifanie emozionali. L’adolescenziale sentimento tra Mystica e la Bestia, la spavalderia infantile di tutti gli altri ragazzi del gruppo e in ultimo le contrastanti emozioni che pervadono, dominano e placano lo stesso Magneto, vanno a completare un mosaico umano di intensa bellezza e di sincera e commossa catarsi.

Meno banale di quel che sembra, X-Men First Class conquista per la solare ed anarchica gaiezza da cui si fa a volte travolgere (la scena di Wolverine è impagabile e di fatto vale probabilmente il prezzo del biglietto) e soprattutto per la disperata consapevolezza che l’ineluttabilità del destino, gli ideali e la storia, dividono gli amici, i fratelli e le speranze di ognuno di noi.

Mutanti o no, forse abbiamo tutti qualcosa da imparare, l’uno dall’altro.

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VOTO DI TESTA (PASSATE ALCUNE ORE): 7

VOTO DI CUORE (PERSONALISSIMO): 8

VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA): 8

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Vale la magia del grande schermo.

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