Sperando che sia il regista, che l’intero cast, abbiano perpecipo un compenso stellare per tornare una seconda volta sul luogo del delitto, mi duole informarvi, che Una notte da leoni 2 è esattamente ciò che il trailer promette, cioè un clone del primo capitolo.

Spostando la location da Las Vegas alla Thailandia, la minestra non cambia e sostituita una scimmietta alla tigre di Mike Tyson, aggiustata qua e là alla meglio qualche variazione al canovaccio (niente neonati e al posto di un dente mancante, un tatuaggio tribale), la sostanza non cambia di una virgola, lasciando lo spettatore ostaggio di cose già viste e situazioni ormai già digerite. Introduzione dei personaggi in sordina, brindisi, risveglio confuso, una serie inarrestabile di guai, epifania ed happy end, insomma tutto è uguale a se stesso eppure diverso e in un attimo le parole di Tomasi di Lampedusa di affacciano alla mente dello spettatore: Bisogna che tutto cambi, perchè tutto resti uguale.

Vedendo questo discutibile numero due, viene alla mente Fuga da Los Angeles, sgangherato sequel alimentare, che aveva portato John Carpenter a ripercorrere pedissequamente le avventure vissute da Jena Plissken in Fuga da New York, cambiando qua e là qualche cosa. Riesce difficile infatti capire cosa passasse nella testa di Todd Phillips quando ha accettato di dirigere un seguito del film che gli ha regalato la fama mondiale, un’operazione di questo tipo, infatti, mette una  seria ipoteca sulla credibilità del miracolato regista. Sì perchè Una notte da leoni 2, è talmente ed esattamente identico al suo antesignano, da essere stolidamente capace di non cambiare assolutamente nulla del materiale a cui fa riferimento, arrivando perfino a riproporne la stessa esilarante ma ormai già vista e scontata trovata nei titoli di coda.

L’impressione che se ne ricava è quella delle vecchie barzellette che ci raccontavamo da bambini, avete presente? Ci sono un francese, un tedesco e un italiano… Qui invece ci sono Stu, Phil e Alan, ma la storia non cambia di una virgola e pur variando l’ordine dei fattori, in uno sperduto angolo della nostra mente, sappiamo già dove tutto questo andrà a parare. Non è sempre un male per carità, ma ricalcare ottusamente gli stessi topoi ormai dissacrati e codificati nella prima pellicola, è quantomeno noioso.

Poi intendiamoci, il film si lascia guardare, a patto che si stia cercando proprio questo, se non altro per lo stralunato personaggio di Alan (un sempre più gigione Zack Galifianakis) e per la faccia da schiaffi di Bradley Cooper, ma resta comunque una sensazione di profonda vacuità e la convinzione, all’uscita della sala è comunque quella di aver buttato via un’ora e quaranta della propria vita.

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VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Bello, 7
Se avete da 13 a 20 anni: Carino, 6
Se avete da 20 a 30 anni: Già visto, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Cotto e mangiato, 5
Se avete da 40 anni in su: mangiato e digerito, 4

QUANTO SIETE DISPOSTI A SPENDERE

In dvd con un gruppo di amici e un fiume di birra.

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