Cerchiamo di capirci, al di là del valore (minimo) insito nel film, bisogna cercare di fare chiarezza e rassegnarsi fin da subito al fatto che Il dilemma non è una commedia, perlomeno, si tratta di una pellicola perennemente indecisa tra il riso a mezze labbra e la fugace riflessione.

Figlio di un trailer fuorviante e sbagliato, capace di prendere un paio di sequenze e di ribaltarne il senso a proprio uso e consumo, Il dilemma si dipana per quasi due lughissime ore, alla ricerca di una vera identità. Ovviamente questa ambigua dualità non giova al film, che sembra in balia dei suoi attori e della banalotta sceneggiatura. Troppo poco per una storia che verte sulla legittimità di mettere dito tra marito e moglie, anche quando lui è il nostro migliore amico e lei viene sorpresa in flagrante. Così costruito, Il dilemma, smette di interessare quasi subito, ostaggio di una patetica pietà, che lentamente si fa largo nella pancia degli spettatori.

Magari si trattasse di una commedia degli equivoci e magari si trattasse di un bel dramma, ma qui il timone è governato dal caso e le emozioni latitano, così come le risate. Mai titolo fu più azzeccato per un film, così poco convinto delle proprie potenzialità e del proprio assunto, capace di sprecare, nel tentativo di riuscirci, le buone intenzioni di un pantagruelico cast, che alla fine della fiera appare sbagliato ed inutile.

Strano regista Ron Howard, talentuoso artigiano che ama i film baraccone e a volte non disdegna le operine più intime e minimali. Personalmente trovo  che il nostro sia maggiormente a suo agio, quando racconta l’epica di un paese che non esiste più abitato da uomini e storie straordinari, come in Apollo 13, Cinderella Man e A beautiful mind. Il dilemma fa ovviamente parte del secondo filone, quello lontano anni luce dai fasti del Codice Da Vinci, ma più che di una pellicola intima, sussurrata, lontana dai fasti dei blockbuster miliardari, appare come una debole ed imbarazzata passeggiata ricognitiva, in un territorio spietato ed insidioso, quello della risata.

Incapace di convincere se stessa e gli altri, Il dilemma resta una pellicola dimenticabile, talmente impegnata a sembrare ciò che non potrà mai essere, da dimenticarsi per strada, protagonisti, sottotrame e coerenza, annegando tutto in un fiume in piena di stereotipi, motori rombanti, hockey, tarallucci e vino.

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VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Insomma, 6
Se avete da 13 a 20 anni: Inutile, 5
Se avete da 20 a 30 anni: Sterile, 5
Se avete da 30 a 40 anni: Proprio no, 4
Se avete da 40 anni in su: NO, 3

QUANTO SIETE DISPOSTI A SPENDERE

Forse in terza serata, sul digitale terrestre, se proprio non c’è nulla d’altro di interessante.

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