Negli anni ’90 ci fu una vera e propria epidemia di thriller piuttosto inutili, che si affidavano al manierismo e al discontinuo talento delle star che di volta in volta ne venivano coinvolte. In quel decennio abbiamo visto finire nell’insidiosa trappola del thriller precotto, Uma Thurman, Andy Garcia, Matt Dillon, Don Johnson, Sean Young, James Belushi, Antonio Banderas e un’infinità di altri coraggiosi, che uno dopo l’altro sono caduti come mosche sotto gli inesorabili colpi della banalità. Passati vent’anni, proprio quando pensavamo di esserci lasciati alle spalle  quei brutti ricordi, ecco arrivare dalla vicina Spagna Con gli occhi dell’assassino e in un batter di ciglia, due decenni vengono spazzati via in un solo istante.

La telefonatissima pellicola prodotta da Guillermo Del Toro, ha pochi meriti e un titanico difetto. Se da un lato certe ingenuità vengono perdonate grazie al rigore formale messo in scena, soprattutto nella seconda parte, dall’altro l’assoluta prevedibilità degli eventi non lascia scampo allo spettatore, condannandolo inesorabilmente ad essere sempre e comunque due passi avanti alla brava protagonista. Chi ama il thriller vuole essere spiazzato e sa che non c’è nulla di più irritante del sapere già cosa accadrà ai nostri beniamini o addirittura indovinare l’identità dell’assassino a metà film. Con gli occhi dell’assassino è impeccabile dal punto di vista estetico e il suo anacronistico impianto narrativo induce ad essere piuttosto indulgenti, ma l’assoluta assenza di originalità e un finale posticcio e prevedibile, ce lo rendono fastidioso, ridondante e a tratti presuntuoso.

Per fortuna le trovate migliori si sviluppano grazie ad un paio di intuizioni notevoli, legate proprio al senso della vista, ma a ben pensare la tanto agognata spiegazione razionale, intesa a dipanare gli eventi rappresentati e le oscure motivazioni dell’antagonista, sono quantomeno oscure, macchinose e ridicole nella loro improbabilità. Con gli occhi dell’assassino esce nei cinema fuori tempo massimo, in un momento in cui il pubblico è talmente scafato da essere impossibilitato ad immedesimarsi nei panni della protagonista o temere per la di lei vita.

A confronto di ciò che abbiamo visto recentemente sullo schermo, tra enigmisti sadici e ostelli forieri di morte, questo assassino iberico appare pericoloso o spaventoso, quanto Magilla Gorilla o Ernesto Sparalesto.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Vietato, N.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Carino, 6
Se avete da 20 a 30 anni: Insomma, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Insomma, 6
Se avete da 40 anni in su: Insomma, 6

QUANTO SIETE DISPOSTI A SPENDERE

Lascerei perdere il cinema, in dvd qualche dubbio ce l’ho, in tv assolutamente sì.

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