Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

RED, è il classico film dalle grandi premesse che a ben pensare si sciolgono abbastanza velocemente come neve al sole. Non fraintendetemi i motivi per divertirsi ci sono tutti e la pellicola fa il suo lavoro egregiamente, ma una volta passate le quasi due ore della rocambolesca visione, la memoria si annebbia e le scene d’azione, così come le sarcastiche battute di spirito, si confondono con altre dozzine, già viste e digerite.

RED si classifica quindi quasi subito come pellicola scaccia pensieri, episodica e saltuaria occasione di divertimento fine a se stesso, impreziosita da un cast all star in splendida forma. Proprio i suoi protagonisti sono la parte migliore di questa pellicola, altrimenti dimenticabile ancor prima che inizino i titoli di coda, impegnati a divertirsi e a gigioneggiare come mai prima d’ora. Bruce Willis fa la sua parte e francamente come pensionato è poco credibile, Helen Mirren è elegante e strepitosa, Richard Dreyfuss divertente, Morgan Freeman ammiccante e John Malchovich è semplicemente indimenticabile.

Qualcuno potrebbe obiettare che è proprio quello che stava cercando, cioè una pellicola scanzonata e divertente, piena zeppa di arzille star che zompettano qua e là mattacchione, ma a RED purtroppo manca qualcosa, il pathos della catarsi finale. Se i nostri eroi si fossero immolati, probabilmente il film avrebbe acquistato valore e spessore, arrivando a toccare vette di lirica tragedia e catartico furore, ma annodando le fila della vicenda, nella solita resa dei conti, con tanto di spiegazione fiume, nella ormai trita e ritrita fabbrica abbandonata, la pellicola si sgonfia come un souffle venuto male.

A RED manca la capacità di osare, incapace com’è di rompere gli schemi ed andare oltre, per riconsegnare i nomi dei suoi personaggi alla storia e alla memoria collettiva di una nuova generazione i cinefili. Una volta, nei deprecabili anni ’80, gli eroi erano votati alle cause perse, con pervicace determinazione ed indefesso dolore, lasciando sul campo sangue, sudore e lacrime, ora il nuovo millennio ci ha restituito una genia di furbissimi tizi, che ne sanno sempre una più del diavolo, combattono con il sorriso sulle labbra e appaiono sempre distaccati, eterei, come se fossero ad un vernissage e non ad una sparatoria. Il vero problema del cinema americano di oggi è l’impossibilità di creare nuovi miti, ecco perchè tanto spesso si tenta di riesumare quelli antichi, tramite sequel, remake e reboot.

Per carità non sto dicendo che RED sia un brutto film, ma che per sua natura sia assolutamente dimenticabile, cioè quel tipo di prodotto che chiunque definirebbe “carino”. Troppo poco per essere davvero consigliato, ma nemmeno da buttare, insomma, quel tipo di film usa e getta che affolla il satellite e che nella nostra memoria si confonde con centinai di altri suoi simili.

E questa per un film equivale ad una condanna a morte.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6
Se avete da 13 a 20 anni: Carino, 6
Se avete da 20 a 30 anni: Carino, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Carino, 6
Se avete da 40 anni in su: Carino, 6

QUANTO SIETE DISPOSTI A SPENDERE

Se proprio lo volete vedere sul grande schermo aspettate il giorno di promozione in cui il biglietto costa solo 5 Euro.

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Brano tratto dalla colonna sonora del film RED

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