Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

Ancora oggi ricordo quando da bambino, impugnavo un bastone da passeggio del nonno, colpivo il terreno con violenza e armato di una coperta come mantello, sognavo di essere il potente Thor, Dio del tuono, figlio di Odino. Di acqua ne è passata tanta sotto i ponti, il sogno di impersonare Thor è lentamente sfumato, fino a svanire e quel bambino è sparito, in parte divorato dalle impacciate sembianze di un adulto sovvrappeso e amante del cinema.

Viste tali premesse, era doveroso per il sottoscritto recarsi nella sala più vicina, inforcare gli odiati occhiali 3d e perdersi tra le possenti braccia del figlio di Odino.

Mi piacerebbe potervi dire che la pellicola è indimenticabile e restituisce appieno il sapore di quei pomeriggi passati a giocare, ma purtroppo non è così. Il più Shakespiriano dei super eroi, un padre ingombrante da rendere orgoglioso, un fratello invidioso da combattere, scalfisce la superficie e andando di fretta lascia alquanto insoddisfatti. Tutta la prima parte del film è perfetta, si prende il tempo e lo spazio necessari, accarezza la voglia di infinito dello spettatore e regala magia, pathos e divertimento, purtroppo con la discesa di Thor sulla Terra, l’amore fa breccia nella corazza del mito e tutto inizia a collassare.

Coerente e ben ritmato fino al tentativo da parte dell’eroe di sollevare il martello, il film da quel momento in poi accellera vorticosamente i tempi, come se si fosse improvvisamente  accorto  di aver perso tempo prezioso e che ancora tanto c’è da fare e dire prima della fine. Così gli ultimi trenta minuti di Thor vedono un susseguirsi di soluzioni narrative improbabili, snocciolate a rotta di collo agli attoniti spettatori presenti in sala. Una furibonda accelerazione, che non giova al film, ai suoi personaggi e alla neonata love story appena imbastita. La voglia di concludere, porta con se un’estrema semplificazione e un colpevole appiattimento, conseguenze indesiderate e fastidiose, che non possono far altro che lasciare l’amaro in bocca allo spettatore, rattristato per la banalizzazione dei caratteri e per le solite scorciatoie narrative.

Un paio di parole le merita poi, l’uso insistito del 3d, che in questo caso stupisce e colpisce i primi 5 minuti, ma viene presto dimenticato e messo da parte dai nostri occhi, desiderosi di una maggiore luninosità. L’esperienza tridimensionale si presenta quindi superflua e a tratti troppo buia, gli occhiali scuri non aiutano, punto di partenza sbagliato e pretesto superfluo, per poter fruire un film come Thor in tutta la sua maestosità. Il mio è un punto di vista per carità, ma trovo che con in 3d stiamo veramente toccando il fiondo e forse ben presto assisteremo all’ennesimo tramonto di questa superficiale ed antica trovata riempi-cinema. C’è da chiedersi per quanto tempo ancora gli spettatori saranno disposti a pagare un biglietto maggiorato e gonfiato a dismisura, solo per compiacere una moda transitoria. Già molte pellicole perfette per la terza dimensione (Fast Five per esempio) escono in sala in un orgoglioso e rigoroso 2d e se il buon giorno si vede dal mattino, i fatidici occhialini verranno presto rimessi in naftalina.

Tornando a Thor, la pellicola diretta da Branagh con la mano sinistra (Enrico V è molto lontano) diverte, poco importa se alcune cose sono improbabili quando si da per scontato che il protagonista sia un Dio, ma ha troppa fretta e questo porta la bulimica narrazione ad un madornale passo falso, in cui i titoli di coda appaiono troppo presto, lasciando lo spettatore ancora affamato di meraviglia. Errore di valutazione e peccato mortale per un cinema, quello di oggi, così incapace di stupire con la semplicità, ma sempre più apppannaggio di tonitruanti effetti speciali.

In fondo, avrei preferito più divina umanità e meno umana divinità, anche se può sembrare un gioco di parole per dire la stessa cosa.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Bellissimo, 9
Se avete da 13 a 20 anni: Bello, 8
Se avete da 20 a 30 anni: Carino, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Non male, 5/6
Se avete da 40 anni in su: Insomma, 5

QUANTO SIETE DISPOSTI A SPENDERE

La magnificenza messa in scena merita il grande schermo, però evitate il 3d.

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Brano tratto dalla colonna sonora del film.

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