Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

Source Code è il film perfetto da gustare sul grande schermo, possibilmente in un bel sabato sera di fine Aprile.

Dopo una lunga settimana di lavoro/studio ecco arrivare il week end, dormita, colazione abbondante, shopping, doccia corroborante e poi finalmente si passa  a prendere la fidanzata per dirigersi verso la multisala di fiducia (sì lo so, sarebbe più raffinato dire “piccola sala del centro”… ma siamo realisti). Vedere Thor è quasi impossibile, la coda arriva fino al parcheggio, quindi perchè non ripiegare sul misconosciuto eppur intrigante Sorce Code?

A parte il fatto che l’idilliaca serie di amenità sopra descritte, non ha nulla a che fare con il sottoscritto ormai da anni, forse secoli, devo ammettere che la vostra si rivelerebbe essere davvero un’ottima idea, infatti la pellicola interpretata dal lanciatissimo Jake Gyllenhall e diretta dal figlio di David Bowie, Duncan Jones (già autore dell’interessante Moon), non è affatto male, anzi diverte, a tempo perso innesca qualche riflessione e soprattutto azzecca un paio di ottime sequenze.

Non raccontandovi nulla della trama, sarebbe un delitto, vi dirò soltanto che il film lascia un buon sapore in bocca e alla fine della fiera, non solo non fa rimpiangere i soldi spesi, ma nemmeno risulta così prevedibile come invece sembrerebbe. Il meccanismo narrativo innescato dal film, avrebbe potuto rivelarsi ripetitivo e banale (in modo molto diverso e con giustificazioni narrative diamentralmente opposte, un esperimento simile era stato tentato con il deludente Vantage Point), ma grazie alla vitale regia di Jones, che sa quando pigiare il piede sull’acceleratore, ma sa anche quando fermarsi e regalarci una splendida sequenza di commiato tra un padre e un figlio, la scrittura prende corpo e forma, dando tridimensionalità ai suoi protagonisti, altrimenti condanatti a subire l’incalzare dell’azione.

Il capitano interpretato da Gyllenhall, ma anche la brava Vera Fermiga, in questo senso, regalano luce ed umanità ad un film che non è solo un riuscito action movie, ma al tempo stesso una bella riflessione sul dovere e sulla libertà da difendere, una love story impossibile ed immutabile ed infine una bella parabola sul senso più profondo della vita, sulla sua brevità e il suo inestimabile valore.

Un pò troppo per un film action/fantascientifico, direte voi. Forse avete ragione e probabilmente mi sono lasciato influenzare da molti fattori, non ultimo il fatto che mi abbia sinceramente divertito, ma se un film, qualunque film, riesce a regalarvi un’emozione vera e nel farlo vi conquista, vi appassiona e vi fa chiedere ancora e ancora, allora non c’è altro che si possa aggiungere, il cinema ha comunque vinto ancora una volta.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Bello, 7
Se avete da 13 a 20 anni: Bello, 7
Se avete da 20 a 30 anni: Bello, 7
Se avete da 30 a 40 anni: Bello, 7
Se avete da 40 anni in su: Bello, 7

QUANTO SIETE DISPOSTI A SPENDERE

Al cinema!

Brano tratto dalla colonna sonora del film

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