Wes Craven non è Carpenter.

Parte bene Scre4m, pieno zeppo di rimandi e giochi di specchi, incipit sovrapposti che sono in realtà trucchi ed esercizi di stile, squarci di un genere che ormai ha visto e ci ha fatto vedere di tutto. Proprio i primi minuti sono l’unica vera ragione per guardare questo capitolo quarto di una saga che non necessitava di seguiti, minuti preziosi in cui all’immancabile mattanza, si sommano riflessioni taglienti e mai banali sull’horror moderno e sulle regole che lo sottendono.

Poi il film entra nel vivo e sorprendentemente si arena nelle secche della prevedibilità e della ripetizione, arrivando a riproporre con una copiosa dose di sfacciataggine, gli stessi meccanismi narrativi che stavano alla base non solo dei primi film (il capostipite in particolare è preso e ricopiato passo passo), ma anche del genere slasher. Non ci sarebbe nulla di male nella codifica di una poetica e di un modus operandi di un intero genere cinematografico, ma purtroppo l’operazione risulta fuori tempo massimo, desiderosa di aggiustare postulati vecchi di anni, senza aggiungere però nulla di nuovo.

La sensazione a visione ultimata è quella di trovarsi davanti ad una burla, una piccola truffa operata ai danni dello spettatore. Scre4m gioca continuamente con noi, regalandoci sì qualche spavento, ma soprattutto abusando della nostra pazienza, ormai, a millennio avviato, troppo incline ad esaurirsi. Se alcuni giochetti ed ingenuità, il balletto sull’identità del killer, possono essere perdonati, l’estenuante ripetersi, come in un cinematografico contrappasso, dei soliti triti e ritriti topoi classici, non ha scusanti.

A nulla serve un deludente finale, che avrebbe fatto meglio a non essere mai realizzato, lasciando il film, privo dei dieci minuti conclusivi, Craven, che non è Carpenter, non è regista dalla mano di velluto, ma ama esagerare ed affastellare, dimostrando una volta di più quanto sia bravo a divertire se stesso e quanto sia ciecamente disposto ad ignorare il suo pubblico.

Scre4m arriva troppo tardi a porre una pietra tombale su di un genere che ha già visto il tramonto di se stesso, rimpiazzato da pallide bambine orientali dai capelli lunghi, mefistofelici enigmisti e purulente torture al limite del mostrabile, specchio di una società, in cui per un semplice pazzo sanguinario armato di coltellaccio, forse non c’è più alcuno spazio.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Troppo violento, N.C.
Se avete da 13 a 20 anni: Insomma, 6
Se avete da 20 a 30 anni: Insomma, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Troppo poco, 5
Se avete da 40 anni in su: Scarso, 5

QUANTO SIETE DISPOSTI A SPENDERE

Da vedere rigorosamente in dvd con un branco di amici rumorosi, armati di birra e patatine.

Annunci