Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

In molti si recheranno  a vedere questo film ricercando la fantascienza e in molti ne resteranno delusi, in quanto qui di fantascienza non c’è traccia. Battle Los Angeles, sembra infatti incapace di guadagnarsi l’affetto incondizionato del pubblico a cui in realtà vorrebbe rivolgersi, tradendolo profondamente nel significato e nel significante, per relegare le sue intriganti premesse ad un evocativo spunto narrativo.

Coloro che sono a caccia di sognanti e minacciose storie di stelle e mondi lontani resteranno amaramente delusi, infatti qui la componente aliena non è occasione per sfoggiare mirabolanti effetti speciali, ma risulta essere un pretesto per mettere in scena una vera e propria guerriglia. Moltissima camera a  mano, come va di moda oggi, fa da corollario a questa lotta senza frontiere tra le strade di una Los Angeles deserta e devastata, abbandonata dagli uomini e dalla speranza. Che si tratti della California o dell’Iraq, non sembra esserci differenza e quello che viene rappresentato qui, non è uno scenario futuribile, ma il paradigma di uno scontro armato, la matrice comune  e primaria di ogni guerra moderna, combattuta tra le case della gente, per le strade e all’ombra di un’utopia chiamata libertà.

Questo impianto narrativo e la matrice interpretativa scelta per rappresentarlo risultano francamente vincenti e affastellando tesissime scene di scontri a fuoco (la scena in autostrada è splendida) e climax emozionali di altissima intensità, ma di dubbio valore, Battle Los Angeles ci scaglia con violenza nel cuore del conflitto, celando quasi sempre alla nostra vista i nemici e dedicandosi invece alla calligrafica descrizione dei volti (sempre in primissimo piano) dei marines protagonisti, dei loro dubbi, le loro emozioni e il loro sudore misto a fango e cemento. Piacevolmente stupito, lo spettatore non ha quindi il tempo di farsi domande, ma viene investito dal fumo, dall’odore della polvere da sparo e dalle assordanti grida dei sopravvissuti, gustando in prima persona emozioni e spazi, paure e voglia di sopravvivere.

Purtroppo però l’incantesimo è destinato a spezzarsi nell’ultimo imbarazzante quarto d’ora, in cui la pellicola inciampa in un patriottismo corrivo e gratuito, precipitando verso un baratro di sciocco irrealismo. Quanto la prima parte risulta drammatica e realista, quanto la seconda appare diretta da un generale impazzito, che impossessatosi della sceneggiatura e trovandola troppo pessimista, sembra aver deciso di riabilitare il proprio paese, grazie ad una serie di scelte stupide e conseguenze ridicole, capaci di culminare in un finale che regala una sequenza talmente pomposa, didascalica e sciocca, da far rimpiangere gli anni ’80, la guerra fredda e quel patriottismo da bancarella talmente ingenuo da apparire col senno di poi simpatico.

Considerata l’assenza di nemici veri a cui non è politicamente corretto spaccare il grugno, gli Stati Uniti guardano al cielo, in attesa di oscuri presagi e schiavi di una malcelata voglia di menare ancora le mani. E mentre una bandiera a stelle e strisce garrisce sullo sfondo,  Battle Los Angeles, a patto di sapere a cosa si va incontro, potrebbe anche correre il rischio di divertirci, basta ricordare di tapparsi il naso, indossare gli occhiali da sole, gonfiare i muscoli e masticare vigorosamente un fruttato chewingum, molto gustoso al principio, ma rapidamente condannato a perdere sapore… un pò come questo film.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Bello, 8
Se avete da 13 a 20 anni: Carino, 7
Se avete da 20 a 30 anni: Carino, 7
Se avete da 30 a 40 anni: Sufficiente, 6
Se avete da 40 anni in su: Scarsino, 5

QUANTO SIETE DISPOSTI A SPENDERE

Il cinema nobilita azione ed effetti speciali, 8 euro sono comunque troppi per questa pellicola. Da vedere rigorosamente il mercoledì, giornata di sconti cinematografici.

Brano tratto dalla soundtrack di World Invasion: Battle Los Angeles


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