Esce nel 1987 questa piccola perla, capace di far innamorare di se tutti coloro che amano la lettura, la scrittura e il buon cinema di idee. I suoi protagonisti, anche per l’eccezionalità della situazione, risultano talmente bravi da desiderare che il film non finisca mai, eppure come ogni buon libro, anche ogni bel film, deve arrivare a veder comparire la parola fine sullo schermo.

Apparentemente infilmabile, la cronaca di un rapporto di amicizia, quasi d’amore, che non verrà mai concretizzato, ma vivrà solamente idealmente, attraverso le lettere che i due protagonisti si scriveranno in vent’anni di relazione epistolare, 84 Charing Cross Road, ha il fascino del film prezioso, ricco di idee e di intenzioni, risultando addirittura incalzante, nel tentativo quasi calligrafico, di restituirci emozioni sussurrate, piccole e grandi gioie, epocali cambiamenti ed ineluttabile fissità.

Antony Hopkins, non nuovo alle storie d’amore negate, non dimentichiamoci il meraviglioso Quel che resta del giorno, gestisce il proprio personaggio con classe, stile e humor inglese, ancora lontano anni luce dal ruolo di Hannibal Lecter, che gli avrebbe regalato un Oscar, eppure qui ancor più maturo e struggente, grazie alla misurata compostezza e all’eleganza profuse per dar vita al suo personaggio. Anne Bankroft, da par suo è divina e tesse una vera e propria love story con lo schermo e gli spettatori, incantati dalla sua naturale luce e dal suo travolgente umorismo, dai suoi rimpianti, dalla sua grinta e dalla sua voglia di vivere, scrivere e leggere.

84 Charing Cross Road è una pellicola fatta di frasi d’amore tra le righe, di sottintesi romantici e a ben guardare è anche un inno alla libertà e alla dignità, così spesso soffocate e dimenticate. La parola scritta attraversa finalmente lo spazio, colmandone i vuoti ed incantando le anime affini in un girotondo di amorosi sensi, restituendoci così quella gioia di leggere ed ascoltare, sospirare ed aspettare, che gli sono propri.

Il film è tutto qui, non aspettatevi sobbalzi e colpi di scena, tumultuose fughe e scene drammatiche dal climax insostenibile, ma invece infinita misura e composta educazione, retaggio di un’epoca ormai scomparsa e di un modo di sentire ormai in disuso, mai urlato. Così umano, così sincero, così propenso a farci increspare le labbra in un fugace sorriso e frantumarci l’anima  in un milione di piccolissimi pezzi.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Noioso, 6
Se avete da 13 a 20 anni: Bello, 7
Se avete da 20 a 30 anni: Molto Bello, 8
Se avete da 30 a 40 anni: Splendido, 9
Se avete da 40 anni in su: Splendido, 9

QUANTO SIETE DISPOSTI A SPENDERE

Ormai al cinema ve lo scordate, ma il dvd vale l’acquisto.

Advertisements