Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

Sono passati quasi 10 anni da quando il primo Saw stupì piacevolmente le platee di tutto il mondo, proponendo una sceneggiatura accattivante (peccato solo per il finaletto alla Scooby-Doo) ed inaugurando la stagione del torture porn.

Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, l’Enigmista è morto, risorto, ha fatto proseliti, sono scomparsi e riapparsi personaggi, discepoli e volgare carne da cannone, ma alla fine del gioco, arrivati al settimo capitolo, la musica non è mai cambiata molto, giocando all’accumulo e trasformando un’idea interessante in un franchising.

In questo capitolo finale (!?) si assiste ad ogni tipo di efferatezza, persone schiacciate, tagliate, cotte, trafitte, impiccate, eviscerate e strappate a metà,  in un’insensato carosello di sangue ed interiora, capace di disgustare e stancare chiunque. Arrivato quindi al capitolo sette, Saw diventa un pretesto, un logo, ne più ne meno di McDonald, per proporre ciò che il pubblico si aspetta, cioè bassa macelleria e fantasiosi modi di interpretare la morte. Un pò come già accadeva per Final Destination, l’unico appeal del film resta quello di vedere il complicato ed estroso modo in cui moriranno i protagonisti, banalizzando così completamente l’idea di partenza e qualsiasi pretesa di fare cinema.

Una cosa però deve farci riflettere di questo enesimo Saw, ovvero l’impossibilità di staccare gli occhi dallo schermo su cui vengono perpetrate quelle brutali efferatezze. Prendendo a braccetto lo spettatore colpevole, il film ci trasforma in guardoni da giardinetti pubblici, voyeur desiderosi di sangue e frattaglie, incapaci di staccare lo sguardo, spegnere il lettore dvd e dire basta. Con ammiccante e vergognoso sensazionalismo, la violenza viene messa in scena senza costrutto e senza intelligenza, gettata in pasto ad una trama pretestuosa ed inutile, esaltata fino al parossismo, protagonista assoluta di un triste teatrino costruito a suo nome.

Saw ci fa sentire sporchi, lerci, madidi e sciocchi, perduti in quei miasmi corporali, in complicati meccanismi e in elaborate istantanee di morte, come se così facendo, quest’ultima potesse essere ingannata, scacciata o dimenticata, almeno per un lunghissimo, illusorio istante.

 

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Vietato, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Insomma, 6
Se avete da 20 a 30 anni: Insomma, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Truce e inutile, 4
Se avete da 40 anni in su: Da evitare, 4

 

Soundtrack di  Saw… main theme.

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