NON LASCIARMI: Umanità e anima

Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

Una luce di straziante bellezza e di disperata umanità avvolge gli ultimi minuti di uno dei film più belli che mi sia capitato e mi capiterà di vedere ultimamente. Never let me go è pellicola perfetta e commovente, eterea eppure spietatamente terrena.

La vita e l’imitazione di essa, risultano protagoniste assolute di una vicenda difficile da dimenticare, capace di farci riflettere sull’anima e sulla vera essenza dell’essere umani. Coccolati dalla splendida voce narrante di Carey Mulligan, folgorati dalla sua rassegnata umanità e dall’amore assoluto che permea la sua vita, noi spettatori inermi, ci ritroviamo spogliati di ogni cosa, ad affrontare una storia che ci coglie imprerati, emozionati e fragili.

La verità è che Never let me go è un lucido ritratto a chiaroscuro di una società, la nostra, in cui si è smarrito il rispetto della vita, sostituendolo con il vuoto simulacro della preservazione di essa, della sua conservazione priva però di anima, pietà ed umanità. Una società inutile, cattiva e matrigna, abitata da fantasmi, da sacchi di carne vuota, in cui gli unici a provare sentimenti sono proprio coloro che non dovrebbero provarne. Una società in cui si è sacrificata la morale e l’essenza stessa del potersi definire esseri umani, a favore di un’effimera preservazione della specie.

Erroneamente presentato dal trailer italiano come una storia d’amore, il film di Mark Romanek (One hour photo) è molto di più, difficile evitare di svelare il cuore pulsante di una pellicola, che ha carne e sangue da vendere, capace di farci riflettere sul vero significato di vivere e sulla possibilità di essere completi. Andrew Garfiled è fragile e toccante, Keira Knightley è magnifica nella sua meschina ed umanissima prevedibilità, mentre la già citata Carey Mulligan è semplicemente uno stralcio di paradiso, una goccia di arcobaleno, un fiocco di bianca e purissima neve, capace di far sobbalzare il cuore in petto ad ogni silenzio, occhiata, sospiro.

Un bellissimo disegno, le note di una canzone d’amore, una mano che ne stringe un’altra, una fuga sulla spiaggia e la speranza arenata come una barca che non riprenderà mai più il mare…

Uomini, donne, doppi, parti di noi, pezzi di vita e sogni, a caccia di un’opportunità, di dignità, oppure semplicemente in cerca della possibilità di poter versare una piccola, indimenticabile lacrima.

 

VOTO

Da 00 a 13 anni: Noioso, n.c.

Da 14 a 22 anni: Bello ma noioso, 6,5

Da 23 a 33 anni: Bellissimo, 8

Da 34 a 45 anni: Capolavoro, 9

Da 45 a 70 anni: Capolavoro, 9

 

Brano tratto dalla colonna sonora di Never let me go

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7 pensieri su “NON LASCIARMI: Umanità e anima

    1. Ti ringrazio di cuore per le tue parole e per l’attenzione… Non lasciarmi è un film raro, che se visto nel momento giusto e nel perfetto stato d’animo, emoziona, spiazza e ci fa inumidire gli occhi.
      Grazie ancora…

  1. Splendida recensione, come ormai qui mi capita di leggerne spesso.
    A me è piaciuto più a posteriori, credo di averlo sottovalutato e ne ha pagato il godimento.

    1. Ti ringrazio di cuore, mentirei se sostenessi di scrivere solo per me stesso, ho apero un blog proprio per poter condividere con altri esseri umani le mie passioni e quando ciò capita, quando riesco a toccare la sensibilità di qualcuno, ne sono proprio felice.
      Grazie ancora….

  2. “Never let me go” è uno dei pochi film che mi riempie la testa di parole, ma mi svuota la bocca. Film come questi mi fanno stare male per giorni, calandomi in uno stato emotivo molto profondo e riflessivo. Questo film mi si pianta nella testa e fa sbocciare dubbi e riflessioni. Allora avrei bisogno di parlarne. Ad esempio penso: perché l’insegnate che spiega la verità agli studenti di Hailsham viene poi osteggiata? Ovviamente affinché non ostacoli il progresso scientifico. Questo spinge lo spettatore a provare simpatia per il personaggio della professoressa. Ma, quando Tommy e Kathy vanno da Madame, per ottenere il rinvio, scopriamo che Hailsham era l’unico istituto in cui ci fosse attenzione per l’etica della donazione. Secondo tutti gli altri i cloni non avevano anima. O meglio, era meglio non sapere che ce l’avessero. Allora, lo stesso spettatore prova ora un senso di solidarietà nei confronti dell’istituto, che fino a questo momento aveva condannato, ma che ora apprezza, come minuscolo punto di luce in un buio oscuro. Dunque, tornando all’insegnate, perché non da importanza all’arte? Perché dice a Tommy che l’arte non è importane, quando questa è l’unico metodo, per dimostrare l’umanità dei cloni? Forse perché non serve l’arte per dimostrare un’umanità che è così evidente, da essere palpabile. Ogni urlo disperato di Tommy, ogni perfida macchinazione di Ruth, ogni riflessione di Kathy, ci dimostrano più che ampiamente l’umanità di chi è comodo non definire umano. Riflessione sulla scienza e i suoi costi – che se anche non sono arrivati nella realtà a questo punto, in molti casi, oggi, ci pongono di fronte a interrogativi etici altrettanto forti-, riflessione sull’ideologia, che, senza indagare troppo, condanna i cloni a una vita senz’anima. Riflessione sulla vita: invito, come dice Kathy alla fine, a trovarne un senso, che sia anche quello prestabilito, ma darne un senso. Viverla con dignità. A nessuno basterà il tempo che gli viene concesso, ma deve viverlo al meglio. E ancora una volta noi umani, noi spettatori, siamo così vicini ai cloni che questo film ci mostra da soffrire e piangere insieme a loro.

    1. Fa davvero piacere leggere le tue parole, righe di lacrime vere e condivisibili, soprattutto per chi, come me, ha amato questo film e i suoi poetici personaggi, e che ritiene in cuor suo che sia stato sottostimato, snobbato, forse poco capito. Grazie per le tue lucide riflessioni… una vera boccata d’aria fresca

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