Non c’è bisogno di inventare nulla, ma solo da rimanere sbalorditi ed imparare.

The Song of Lunch è la drammatizzazione, prodotta dalla BBC, di un poema scritto da Christopher Reid e se volete, lo potete guardare su Youtube, nella sua integrale bellezza.

Due attori straordinari come Alan Rickman ed Emma Thompson (già una coppia nel bellissimo Love Actualy) si ritrovano dopo 15 anni a pranzo insieme. Nei suoi 50 minuti di durata, The Song of lunch, ha dentro tutto, dai rimpianti, all’ineluttabilità di far tornare indietro il tempo, fino all’effimera perniciosità dei rimpianti e l’obnubilante inconsistenza dei sogni.

Ottimi dialoghi, ma soprattutto uno splendido io narrante (Rickman) che penetra ogni cosa, arrivando a fare un’alisi autoptica di persone, affetti, sguardi e gesti. Lapide pesantissima e definitiva sulle seconde occasioni e sugli amori perduti, il film della BBC, si nutre di silenzio ed incomprensione, arrivando a fagocitare con avidità parole e speranze, così come il suo patetico protagonista, si smarrisce nel vino, che avidamente ingolla. L’uomo vuoto interpretato da Rickman, ritrova se stesso nella fuga, consegna le proprie colpe all’infinito, grazie al riconoscimento di un suo simile, a lui uguale, a lui fratello, anima gemella smarrita nel tempo e nello spazio, risputata da un passato ostile, per riconsegnare al protagonista un futuro di solitudine, compiacimento e disprezzo.

Punta interpretativa altissima da parte di due attori che non hanno bisogno di ulteriori esami, The Song of lunch, conquista ed avvinghia, grazie al magnetismo delle parole che sussurra alle nostre orecchie, ferite da tanta schietta impudicizia. Se Rickman è l’architetto di questo complesso e semplicissimo poema in immagini, Emma Thompson ne è l’elemento scardinante, destinato a svellere le torri della convenzionalità ed abbattere la facciata dell’autocompiacimento, componente necessaria ad ogni vera consapevolezza di se.

Uomini e donne si incontrano, fanno un tratto di strada insieme, alcuni fortunati proseguono il cammino, altri sono destinati ad essere lasciati indietro, forse cullati nella consapevolezza di un’occasione perduta, di un amore mancato, di una vita di solitaria ricerca, nell’accecante consapevolezza di muoversi a tentoni nel buio, soli.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Noioso, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Noiosetto, 5
Se avete da 20 a 30 anni: Non male, 6,5
Se avete da 30 a 40 anni: Splendido, 9
Se avete da 40 anni in su: Se penso a cosa produce la Rai, 9

Advertisements