Praticamente stroncato da tutti quanti, desiderosi di distruggere la neonata carriera cinematografica di Christina Aguilera e di demolire una volte per tutte il mito di Cher, Burlesque fa quasi tenerezza.

Dopotutto mette in scena la solita storia di un sogno che si avvera, tra lustrini, boa di piume colorati, amorevoli baristi, costumisti gay e ragazzote dal cuore d’oro, pronte a prendere al volo la propria occasione. Tutto già visto, tutto già sentito, nessuna sorpresa e nessuna emozione, solo tanto fumo negli occhi e a saperlo accettare per quello che è, anche un pò di divertimento. Il problema vero di Burlesque è che non è un musical.

La fascinazione del musical sta tutta nel ribaltare la quotidianità, usare ed abusare un contesto comune, quasi banale, per renderlo eccezionale ed indimenticabile. Difficilmente una canzone è fine a se stessa, ma ogni pezzo, serve a portare avanti la storia, raccontandola, approfondendola, rendendola unica. Burlesque, ambientando tutti i suoi numeri musicali su di un palcoscenico (siamo all’interno di un locale notturno) nega questo coinvolgente incedere e nel momento in cui fa parlare la musica, raggela l’azione, ferma il film, sospende la narrazione, per farci assistere a nulla più di uno sfavillante numero da night.

Se poi vogliamo parlare del film, Christina Aguilera non è così tremenda come si dice, è semplicemente imbalsamata in una parte senza evoluzione e senza chiaroscuri, Stanley Tucci è ormai imprigionato nel ruolo del gay colto e sarcastico, Alan Cummings è ammiccante e dimenticabile, mentre Cher è semplicemente magnifica e seppelisce ogni polemica con la sua presenza scenica ed il suo magnetismo.

Prendendo le dovute misure, stiamo comunque parlando di un film profondamente ingenuo ed un pò antico, figlio forse di una poetica anni ’80 ormai morta  e sepolta. Burlesque non è un bel film, ma soprattutto non è un musical, anzi probabilmente a causa della fissità che lo affligge, ne è proprio la sua negazione. Anche se impreziosito qua e là da qualche buon numero canoro, mai indimenticabile, da una marea di lustrini e dall’interpretazione luminosa di Cher, resta comunque appesantito da troppe scontatissime frasi fatte da cioccolatino.

Per carità, un prodotto mediocre come ce ne sono tanti e a patto di saperlo, un piacevole diversivo per una serata di metà Febbraio. Certamente non quell’indecente film barzelletta di cui tutti ridono.

 

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6
Se avete da 13 a 20 anni: Non male, 6,5
Se avete da 20 a 30 anni: Insomma, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Superfluo, 5
Se avete da 40 anni in su: Inutile, 5

 

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