C’è un’inquadratura in questo film, l’ultima, in cui due esseri umani simili ma distanti, siedono l’uno accanto all’altro uniti, per un istante, per l’eternità, mentre la lenta e silente risacca del mare si porta via le loro differenze.

Al di là dell’idea di partenza sicuramente valida, un’improvvisata banda di poveracci nel tentativo di rapire un ministro sbaglia persona e finisce per sequestrare un inutile sottosegretario, Figli delle stelle spicca e si imprime nella memoria per un paio di geniali trovate di sceneggiatura e per l’ottima interpretazione del suo affiatato cast.

Favino maiuscolo, Battiston epocale, Pandolfi perfetta, Volo promosso, Sassanelli intenso e Solfrizzi piacevolmente divertente, preziosi valori aggiunti ad un film che non ha paura di trattare in maniera dolce/amara temi come le morti bianche, l’insoddisfazione latente nei confronti dello stato, la miseria e la politica. Sorprendentemente ben diretto, si ha il piacere in una sequenza di gustare un serrato montaggio alternato, Figli delle stelle si distingue e si distanzia dal solito cinema di casa nostra, per significato e significante.

Non rinunciando mai alla risata, ora di pancia ora di testa, il film regala intelligenza, riflessione e divertimento, trovando proprio nell’integrità e nella solare scrittura i suoi indimenticabili punti di forza. Tratteggiando un’Italia miserrima e miseranda, fatta di meschini sotterfugi, silenzio, ignoranza, ma anche di solidarietà, coraggio e simpaticissima cialtroneria. Proprio nei volti di quest’Italia dimenticata e verace, il film trova la propria dimensione, aprendosi ad una riflessione più ampia ed universale, capace di abbracciare  noi tutti, le nostre speranze e le nostre ingenuità.

Alternando i versi di una canzone di Tenco e quelli della canzone di Sorrenti che da il titolo al film, Pellegrini (il regista) e tutto il suo encomiabile cast, riflettono e ci fanno riflettere sulla costante e necessaria dicotomia allegria-tristezza, elemento imprescindibile, enigmatico e necessario della vita, la morte e la dignità di tutti noi… così diversi, così simili, così soli.

 

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6
Se avete da 13 a 20 anni: Molto Carino, 7
Se avete da 20 a 30 anni: Bello, 7,5
Se avete da 30 a 40 anni: Molto bello, 8
Se avete da 40 anni in su: Molto bello, 8

 

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