RAPE & REVENGE. Fanno parte di questo sottogenere dello SHOCK EXPLOITATION quei film molto crudi in cui una donna viene stuprata (scena che viene mostrata allo spettatore) e poi torna a vendicarsi con grande furia sui suoi violentatori, oppure lo fanno altri per lei (in genere perché lei è ormai morta). L’esempio più noto di questo filone è I spit on your grave (1978) , rititolato in Italia Non violentate Jennifer di Meir Zarchi. Altri due titoli fondamentali sono L’ultima casa a sinistra (1972) di Wes Craven e L’ultimo treno della notte (1975) di Aldo Lado. (Tratto da http://www.exxagon.it/).

Dimenticate tutto questo.

Negli ultimi anni il cinema horror (e non solo) è cambiato, profondamente e completamente, oggi il Rape & Revenge non esiste più e un film come I Spit On Your Grave, sconfina ormai nel Torture Porn. Remake dell’originale film del 1978, che ha segnato un’epoca ed un genere, questa nuova versione aggiornata e corretta al palato degli spettatori del 2010, si differenzia enormemente dal suo modello, non per la trama, ma per la sostanza.

Negli anni ’70, film come Non violentate Jennifer o L’ultima casa a sinistra, si sono imposti per la loro carica eversiva e per la voglia di rompere tutte le regole del mostrabile, attraverso pellicole dure, nichiliste ed intrise di una violenza concettuale e visivamente quasi intollerabile. Nel 2010, quando ormai si è visto tutto e si è arrivati a mostrare l’inimmaginabile (A Serbian Film rappresenta in questo senso lo zenit ed il nadir di un intero genere), sembra che le efferatezze mostrate in I spit on your grave, abbiano perso di significato.

La messa in scena della violenza appare gratuita e compiaciuta, ha perso la propria carica anarcoide e senza un adeguato substrato politico o etico a sorreggerla, si mostra in tutta la sua fragile inconsistenza. I spit on your grave per esempio, non è un brutto film, ma la vendetta della protagonista, non più servita calda bollente,come dovrebbe essere, ma fredda e calcolata, come una trappola di Saw, contribuisce a straniare lo spettatore, rendendolo alieno e distante da ciò che vede sullo schermo.

Eliminando l’empatia e la complicità con lo spettatore e spogliata la violenza della propria necessaria urgenza, la pellicola gira a vuoto, proponendo non più punizione e castigo, ma una pornografica rappresentazione della legge del taglione.

Peccato aver perduto per strada quella visione, quel nervosismo e quella carica esplosiva, ora trent’anni dopo restano soltanto un’interminabile serie di strazianti urla, disperse dal moderno vento di un’indifferenza perniciosa, che ci sta rendendo sempre più insensibili alla vita.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Vietatissimo, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Bello, 7
Se avete da 20 a 30 anni: Carino, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Inutile, 5
Se avete da 40 anni in su: Insopportabile, 4

 

Annunci