Chi scrive non ha mai amato il calcio, ne ha mai cercato di amarlo, ne tanto meno di capirlo.

Per carità ci ho provato, per una stagione ho perfino fatto l’abbonamento alla squadra della mia città, eppure anche le partite della nazionale hanno sempre suscitato in me la più totale indifferenza, arrivando a non comprendere mai fino in fondo il fenomeno che porta molti tifosi ad immedesimarsi completamente con il gioco della propria squadra, portandoli ad un uso smodato ed inspiegabile del plurale (abbiamo vinto… abbiamo giocato bene…).

Per una persona come me quindi, il calcio è assolutamente privo di fascino, ma nonostante ciò, i film su questo sport che appassiona milioni di persone, hanno da sempre fatto parte del mio dna. Da Fuga per la vittoria (ovviamente), passando da L’uomo in più di Sorrentino e Ultimo minuto di Avati, fino ad arrivare a Sognando Beckham, Ultrà e perchè no, a L’allenatore nel pallone. Non è quindi strano che pur detestandone la versione reale, il sottoscritto ritenga appagante perdersi nelle versioni fittizie e fantasiosamente rimaneggiate dei suoi succedanei su pellicola.

Sull’onda di queste riflessioni alla rinfusa, si inserisce perfettamente Il maledetto United, notevole film su questo gioco, ma anche e soprattutto sugli uomini che lo rendono a volte grande e avolte miserrimo.

Affidato alla sempre più evidente bravura di Michael Sheen, sempre misuratissimo ed emozionante, Il maledetto United è il classico film sul calcio, che si concentra sulle passioni e i sentimenti, i rancori e le ossessioni, trascurando scentemente tutto l’impianto di gico. Storia di amicizia e di sudore, parabola etica di dignitose rinunce e superbe sconfitte, Il maleddetto United racchiude nella sua ora e quaranta un ottimo spaccato di un gioco, che  probabilmente non esiste più. Uno sport muscolare giocato fino in fondo e fino all’ultima goccia di sudore da uomini e non da divinità, pieno di passione e cuore, etica e galanteria, lontano anni luce dai diritti e dagli ingaggi multi miliardari, dagli eccessi e dalle polemiche a tutti i costi e dalle dichiarazioni riportate parola per parola, capaci di infiammare animi e salotti televisivi per giorni interi.

A tutto questo già ottimo materiale, non guastano di certo le ottime interpretazioni di Timothy Spall, Colm Meaney e Jim Broadbend, felicemente diretti dalla mano sicura di Tom Hooper, tra poco in sala con l’interessante The King’s Speech.

Pellicola inglese di buona fattura, capace di divertire e di far palpitare anche coloro che non amano questo celebratissimo sport, Il maledetto United è quasi sconosciuto ma verace, ben scritto e benissimo interpretato, intelligente e tratto da una storia vera… Con quella stupidaggine di Tron Legacy già nelle sale e quella bagginata di Skyline in arrivo, c’è bisogno di aggiungere altro.

VOTO

Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6
Se avete da 14 a 22 anni: Non male, 6
Se avete da 23 a 33 anni: Abbastanza bello, 6,5
Se avete da 34 a 45 anni: Bello, 7
Se avete da 45 anni in su: Proprio bello, 7,5

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