Per chi ha amato Woody Allen e lo ha visto crescere, ma soprattutto invecchiare, raramente la sua più prossima filmografia ha regalato entusiasmi ed applausi a scena aperta, eppure il regista di New York ha inesorabilmente continuato il suo cammino, scavando tra le pieghe dell’anima ed avvicinandosi sempre più al vero significato della parola umanità.

Quest’ultimo film non fa eccezione e con una lucidità spiazzante, degna di un autore maturo, ma di certo non vecchio, mette sotto la lente d’ingrandimento la vita di alcuni soggetti scelti a caso, per la loro umanissima tendenza all’infelicità.

Tradimenti presunti, immaginati e consumati, vecchiaia, esoterismo, fortuna e caso, tutto e tutti sono uniti insieme, legati a doppio filo, destinati a procedere separati e confusi, tormentati ed indecisi. L’unica vera certezza è quella della morte (lo sconosciuto alto e bruno del titolo originale), attesa, rimandata ed ingannata.

Woody Allent torna a Londra, l’altra sua casa cinematografica e ritrova i suoi personaggi più cari, i caratteri che in fondo non ha mai smesso di dipingere, aggiungendo leggere pennellate di colore. La parola ovviamente regna sovrana, pronta a muovere i fili delle vite di tutti, di pari passo con il caso, la divinazione e la speranza di un domani migliore.

Vecchiaia, morte, forse reincarnazione, alla fine la speranza suggellata con un timido e fugace bacio domina su tutto, unico vero e solo comun denomitarore dei destini, delle fortune e delle vite di ognuno di noi.

VOTO

Se avete da 00 a 13 anni: Che noia, 4
Se avete da 14 a 22 anni: Boh, 5
Se avete da 23 a 33 anni: Non male, 6
Se avete da 34 a 45 anni: Bello, 7
Se avete da 45 anni in su: Molto bello, 8

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