L’idea è quella di regalarvi (!?) un calendario dell’avvento cinematografico. Ogni giorno dal primo di Dicembre, fino al giorno di Natale, pubblicherò a mezzanotte ed un minuto, la recensione di un film natalizio.

L’idea è quella di accompagnarvi passo passo, scoprendo ogni giorno insieme a voi un film diverso, verso il lungo cammino che ci porterà al Natale prossimo venturo.

Stranissimo oggetto cinematografico, il remake prodotto dal compianto John Hughes del classico del 1947, già presente tra queste natalizie pagine. Stranissimo in quanto, a ben guardare, vengono tirati in ballo temi come la violenza, la demenza senile e perfino la pazzia.

L’adorabile Kris Kringle, qui ottimamente interpretato da Richard Attemborough, ad un certo momento del film viene rinchiuso in una struttura psichiatrica e in quel frangente ci appare più come un vecchio solo ed in preda a demenza, piuttosto che come Babbo Natale. La stessa reazione violenta di cui è preda, probabilmente giustificata da una provocazione insistente e vigliacca, lo fa apparire come un uomo incapace di controllare il proprio istinto o forse la propria malattia.

Sono pochi elementi, timidamente esposti in rarissime sequenze, ma tanto bastano a far percepire allo spettatore che qualcosa non va. Nel film originale, Kringle perde le staffe in modo assolutamente bonario e non perde mai la sua aria paciosa ed innocua, mentre il vecchio Babbo Natale interpretato da Attemborough, ha una ferinità sanguigna e genuina che confonde lo spettatore, sollevando dubbi a non finire sulla sua identità.

Da questo punto di vista il remake supera l’origionale, regalando molti dubbi ed uno stallo emotivo (adoro usare questo termine!) che si impossessa dello spettatore spiazzandolo. Costantemente in bilico tra il sogno e la realtà, più di una volta ci troviamo a domandarci se quello che abbiamo di fronte sia il vero Babbo Natale oppure un vecchio solo, violento e completamente pazzo. Interessante dicotomia quindi, che a saper ben guardare descrive perfettamente la natura umana, costantemente in bilico tra una sognante utopia ed una violenta concretezza.

Senza nulla togliere al classico del 1947, che in quanto a fascino batte il remake per 10 a 1, il Miracolo prodotto da John Hughes si fa apprezzare per la sua capacità di saper parlare sinceramente ai cuori dei più giovani, senza disdegnare di istillare dubbi in quelli dei più accorti. Come a dire, Babbo Natale esiste, ma attenzione non ha niente di magico, è solo un essere umano con un grande fardello da portare, esattamente come ognuno di noi.

Trailer originale del film

Sequenza della sentenza finale che porrà fine alla questione sull’esistenza di Babbo Natale.

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