L’idea è quella di regalarvi (!?) un calendario dell’avvento cinematografico. Ogni giorno dal primo di Dicembre, fino al giorno di Natale, pubblicherò a mezzanotte ed un minuto, la recensione di un film natalizio.

L’idea è quella di accompagnarvi passo passo, scoprendo ogni giorno insieme a voi un film diverso, verso il lungo cammino che ci porterà al Natale prossimo venturo.


Anche se alla fine dei conti si parla sempre del Canto di Natale, in un buon calendario dell’Avvento non poteva certo mancare la versione con protagonista Topolino e soci.

Tornando molto indietro nel tempo, ero un fanciullo di belle speranze quando mi imbattei in un numero speciale di Topolino che si apriva proprio con una versione targata Disney del classico di Dickens. Non so dire quante volte ho letto e riletto quel fumetto, fin quasi a consumarlo, poi un giorno entrai in possesso della videocassetta della versione a cartoni animati e il mio cuore si spalancò per sempre alla magia del Natale.

Topolino è Bob Cratchit, Zio Paperone è ovviamente Scrooge e poi Paperino, Paperina, Pippo, Minnie e Pietro Gambadilegno, insomma tutta la banda porge il fianco a questa splendida versione, che con i suoi piccoli problemi e le sue tante trovate, avvicina tutti noi al Natale ed al suo significato più segreto e profondo.

Perchè vedete, è proprio là, tra l’avarizia di Zio Paperone (in inglese Uncle Scrooge) e la dolcezza del piccolo Timmy, che il mio senno si è smarrito ormai tanti anni fa, facendomi sognare di essere parte di quella meravigiosa storia, che immancabilmente mi inumidiva gli occhi e le gote. Il Canto di Natale di Topolino è per me un film senza tempo, un classico natalizio, che anno dopo anno, non ha mai mancato di far sentire la propria voce attraverso il televisore di casa.

Chiamatemi sentimentale, ma credo proprio che sia questo il punto zero che ha generato in me la passione per la festa dell’amore e della solidarietà, facendomi credere in un mondo migliore almeno una volta l’anno e facendomi sperare che si possa sempre tornare indietro, qualsiasi cosa accada, recuperando ai propri errori, raddrizzando i torti e diventando esseri umani migliori.

Col senno di poi, credo che Dickens avesse ragione, io stesso sono cambiato.

Il mio nome?

… Io sono Scrooge.

Vista l’eccezionale brevità del film (appena mezz’ora scarsa) e visto che l’ho trovato intero su YouTube, ve lo propongo nella sua splendida interezza.

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