Al di là della bellezza del film in questione, una parola bisogna spenderla per la musica che gli fa da contrappunto.

Composta da Trent Reznor e Atticus Ross, descrive perfettamente non solo le immagini, ma l’intero fenomeno dei social network.

Vi basti ascolare la prima traccia della soundtrack, Hand cover bruise, dove poche insinuanti note al pianoforte, tentano di riproporre all’infinito la propria monotona identità, in un brusio confuso di cacofonico nulla. L’identità che tutti noi cerchiamo di affermare da un lato e il bulimico e tonitruante brusio dei numerosi conoscenti ed amici che fanno altrettanto, fino a confondere tutto e tutti in un indistinto rumore bianco senza significato.

Buon ascolto:

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