Peccato per tutti quei tarallucci e quel vino nel consolatorio e quasi incredibile finale, perchè Fighting è un buon film, che restituisce dignità e solida coerenza all’identità maschile più ferina e primordiale.

In una New York mai così inospitale e fredda, matrigna ed avida, il giovane Channing Tatum scopre e riscopre se stesso, grazie all’interesse e all’affetto di un traffichino di basso profilo. Fighting è tutto qui, una classica storia di riscatto, puntellata da maschi ed ipnotizzanti combattimenti a mani nude.

Combattere per sentirsi vivi, vincere per capire, credere e sperare. Il bisogno che ha ogni uomo di sapere che non tutto è privo di senso, ma che grazie al dolore delle nocche, ai lividi e al sangue, un briciolo di dignità è ancora possibile. Il mondo si distorce e si riassesta secondo questa cifra di interpretazione e tutto, l’amore, l’amicizia, la vendetta, il rispetto, passa attraverso il combattimento, trovando in esso compiutezza, spiegazione e significato.

Sottovalutato e bistrattato in modo profondamente ingiusto, Fighting è un manifesto di identità, di appartenenza, una storia di uomini e dignità, strada e redenzione, dolore e fuga, nella cornice di una città mai così insensibile, sorda, indifferente e vuota.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Bello, 7
Se avete da 13 a 20 anni: Molto bello, 8
Se avete da 20 a 30 anni: Bello, 7
Se avete da 30 a 40 anni: Mica male, 7
Se avete da 40 anni in su: Bello, 8