Due emozioni differenti accompagnano la visione del nuovo film di Neil Marshall. La prima è un sentimento di rivalsa per tutti coloro che non hanno amato Il gladiatore diretto da Ridley Scott, la seconda è una profonda tristezza, che lentamente si fa largo nel cuore di chi ha amato The Descent e da anni aspetta che il suo regista ripeta quel meraviglioso exploit.

Centurion non è molto diverso da Il gladiatore eppure è profondamente differente per stile, forma e contenuti. Determinato a smitizzare alcuni aspetti e a porre un crudele ed insistito accento sulla cruda rappresentazione della violenza, Centurion procede spedito tra un calcio in bocca ed una testa mozzata, trovando il proprio equilibrio a metà strada tra l’arrogante spocchia del blockbuster di Scott e la rappresentazione del genere più corrivo.

Fornendo al suo pubblico uno spettacolo a corrente alternata, mai eccelso ma nemmeno mai insignificante, il film di Marshall è capace di intrettenere, ma non di conquistare, imbalsamato in una sceneggiatura con pochi spunti interessanti e determinata di dare il meglio di se solo quando da libero sfogo alla già citata cruda cattiveria di cui sopra.

Scivola via veloce e pronto ad essere dimenticato Centurion, tra un agguato al sangue  ed un combattimento di maniera, un cocente tradimento ed una corsa a perdifiato. Muovendo i suoi spaesati e dopotutto efficaci protagonisti attraverso una natura ostile, matrigna ed inedita, Marshall da prova ancora una volta, della propria innata capacità di gestire gli spazi, regalando respiro e visione ad un film altrimenti mediocre.

Resta ovviamente prepotente la sensazione di aver perso qualcosa, a proposito del talento di un regista che pur divertendo con i suoi omaggi e la chiassosa sarabanda di stereotipi messi in scena, non riesce più ad eguagliare, nemmeno lontanamente, il meraviglioso The descent. Film capolavoro ed eredità probabilmente  troppo pesante, pietra angolare di paragone per tutto ciò che verrà poi, irripetibile zenit per la carriera di chiunque.

Difficile fare meglio, Neil Marshall sarà sempre noto come colui che ha diretto The Descent, forse per quanti sforzi faccia, tutto il resto verrà dimenticato.

VOTO

Se avete da 00 a 13 anni: Troppo violento, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Bello, 7,5
Se avete da 20 a 30 anni: Carino, 6,5
Se avete da 30 a 40 anni: Dimenticabile, 5
Se avete da 40 anni in su: Poca cosa, 5

Annunci