Strano pensare che di questo film si parla da un pò di tempo e solo in merito alla presunta scena di sesso bollente tra George Clooney e Violante Placido. Certo l’intento è quello di trovare un veicolo efficace per lanciare il film, ma accanirsi in modo cieco e stolido nel sottolineare gli aspetti erotici di una pellicola, non solo è fuorviante, ma alla lunga nuoce gravemente alla pellicola e all’intelligenza degli spettatori.

C’è molto altro infatti in The American, stranissimo oggetto cinematografico, capace di incantare con la sua poetica e silente fissità. A cominciare dalla splendida terra che gli fa da scenario, passando per l’ottimo cast, fino alla bella e classicheggiante regia, The American è film che incanta i sensi di tutti coloro, che stanchi di tanta chiassosa ipertrofia cinematografica, saranno ben lieti di concedere una pausa ai propri occhi ed ai propri cuori, per naufragare dolcemente tra i paesaggi di un Abruzzo inedito ed ipnotico.

Non un film semplice The American, non fruibile da ogni tipo di pubblico, ma dedicato a tutti coloro che sapranno coglierne la preziosa fissità, il disperato immobilismo, la catartica importanza dei particolari. Se George Clooney dal canto suo, restituisce una figura di protagonista, mai banale e capace di sottolineare e riempire grazie alla propria fisicità, i vuoti e i silenzi che abitano il film, Violante Placido è abbagliante nella sua incarnazione di una femminilità piena e debordante, capace di regalarci una naturalezza ed una intensità ammirevoli.

Oltre a tutto ciò, The american è anche un buon thriller di fattura molto classica e una straziante storia di solitudine, amore e morte. Ammirevolmente refrattario a qualsiasi adrenalinica impennata tipica del cinema degli ultimi anni, il film concentra le proprie forze nel regalare una solida coerenza ed un impianto narrativo lucido e senza sbavature.

Sembra quindi essere il rispetto il grande valore aggiunto di una pellicola come The American, capace di fare un ottimo servizio ai suoi personaggi, al soggetto e soprattutto agli spettatori, per una volta considerati adulti e preparati. La sceneggiatura non si dilunga a spiegare tutto a tutti i costi, evitando di guidarci per mano nell’insidioso territorio delle scelte narrative, ma compie la radicale presa di posizione di considerarci capaci di comprendere in rigorosa autonomia.

E per una volta usciamo dalla sala senza sentirci insultati o peggio, compatiti… Non è poco.

VOTO

Se avete da 00 a 13 anni: Che palle mamma, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Non succede niente, 4
Se avete da 20 a 30 anni: Troppo lento, 5
Se avete da 30 a 40 anni: Bello e Adulto, 7
Se avete da 40 anni in su: Molto bello, 7,5

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