Chi, come il sottoscritto, ad un certo punto della propria educazione scolastica si è imbattuto nello studio della poesia, ricorderà certamente la poetica del Fanciullino di Giovanni Pascoli, secondo cui il poeta è un fanciullo che scruta il mondo con occhi vergini e ricchi di meraviglia, pronto a coglierne e descriverne la bellezza.

Credo che la stessa poetica si possa applicare al cinema e ai suoi spettatori.

Capita infatti a volte di imbattersi in pellicole, che sono dei veri e propri richiami all’infanzia, a quel periodo incantato in cui andare al cinema equivaleva a spalancare un magico portale che si affacciava su di un mondo pieno di meraviglia e promesse. L’apprendista stregone non fa eccezione e con il suo repertorio (sicuramente già visto, ma poco importa) di maghi, incantesimi, fulmini, fuochi e dragoni, conquista cuore e cervello.

Jerry Bruckheimer sembra essere rimasto l’ultimo a proporre questi piccoli miracoli su celluloide e dopo averci fatto battere all’impazzata il cuore al fianco di Jack Sparrow e il suo equipaggio, dopo averci divertito con il Principe di Persia e le sue sabbie del tempo, ora ci stupisce con l’adrenalinica stregoneria dei seguaci di Merlino.

E’ strano pensare e forse non è un caso, che in questo finale di estate siano ben due i film in uscita, che propongono una formazione, una crescita. Come in Karate Kid infatti, anche qui ci troviamo di fronte ad un maestro ed un allievo, pronti entrambi ad imparare qualcosa l’uno dall’altro, come nella più classica delle storie. L’apprendista stregone, dopotutto non è altro che questo, una classica parabola di trasformazione da bruco in splendida farfalla, una storia che da sempre affascina le generazioni più giovani e che forse è proprio di questo che hanno bisogno, di riscoprire le proprie potenzialità, allenandole con pazienza, disciplina, impegno e sudore, concetti che ultimamente sembrano un pò passati di moda.

Certamente le ingenuità sono tante, così come gli spunti poco sviluppati, però senza doversi soffermare troppo (almeno per una volta) sul significato e concentrandoci invece sul significante, lo stupore e le meraviglie che scorrono sullo schermo, sono in grado di sopperire ai buchi di sceneggiatura e alla regia piatta di Turteltaub.

Come succedeva a me, quando bambino entravo in sala per perdermi negli spazi siderali insieme al Millennium Falcon, così è bello ora, dopo tanti anni, lasciarsi cullare dagli incantesimi un pò troppo digitali di Nicholas Cage ed Alfred Molina. Certo molti puristi grideranno allo scandalo, dichiarando l’assoluta imparagonabilità del materiale cinematografico, ma trovo sacrosanto che ogni generazione possa godere di quello stupore, di quella magia che solo questo tipo di cinema sa regalare.

A livello conscio io so che L’apprendista stregone è un film molto debole, una sciocchezza degna di essere liquidata in un baleno, senza un rimpianto, però c’è una parte di me che non riesce a parlarne male, a disprezzarlo, arrivando invece a difenderlo strenuamente. Qualsiasi film infatti, sia capace di trasportarmi altrove, intrappolandomi tra le sue magie e sbaragliando la mia credibiltà grazie alla sua voglia di stupire, si merita un posticino nel mio cuore.

Se noi, adulti di oggi, noi critici ed impegnatissimi adulti, sapremo mettere da parte lo scetticismo e quel pizzico di presuzione che ci soffoca il cervello, sicuramente troveremo questi film divertenti e se saremo fortunati, per quasi due ore torneremo ad essere fanciulli.

VOTO

Se avete da 00 a 13 anni: Capolavoro, 10
Se avete da 13 a 20 anni: Molto Carino, 7
Se avete da 20 a 30 anni: Debole, 5
Se avete da 30 a 40 anni: Carino, 6,5
Se avete da 40 anni in su: Perchè no…, 6

Annunci