Io me lo immagino il buon Garry Marshall.

Correva l’anno di grazia 1989 e un filmino piuttosto prevedibile, ma toccato dalla classica fortuna di Cenerentola, usciva nei cinema di tutto il mondo creando una pietra angolare di paragone per le commedie romantiche che l’avrebbero seguito. Il titolo di quella pellicola, neanche a dirlo era Pretty Woman, un film che da solo lanciò la carriera di Julia Roberts e regalò una seconda primavera a quella di Richard Gere. Il suo regista si chiamava appunto Garry Marshall e da allora in poi sarebbe stato ricordato come IL REGISTA DI PRETTY WOMAN.

2010, il millennio è cominciato da un pezzo, dal successo che lo ha consacrato nei dizionari di cinema sono passati 20 anni e Garry Marshall è ancora là, pronto a fare il suo mestiere, confezionando esclusivamente pellicole romantiche, preferibilmente con Ector Elizondo nel cast. Me lo immagino quindi, curvo sulla sua scrivania, roso dalla rabbia per aver appena finito di vedere Love Actually (pellicola strepitosa), desideroso di rivincita, determinato a confezionare la propria commedia romantica corale definitiva, un film talmente assoluto da porre la parola fine ad un genere, che lui stesso aveva contribuito a nutrire.

Garry quindi prende il blocco degli appunti e la calcolatrice, dopo di che con una mano abbozza delle storielle d’amore vuote e senza senso, mentre con l’altra calcola le spese per il cast ed i futuri profitti derivati da esso. Julia Roberts, Jamie Foxx, Jessica Biel, Jennifer Gardner, Ashton Kutcher, Patrick Dempsey, Kathy Bates, Shirley MacLaine, Jessica Alba, Anne Hathaway, Bradley Cooper e l’immancabile Ector Elizondo, questo più o meno il cast (ma ho sicuramente dimenticato qualcuno) coinvolto in questa operazione di economia e commercio.

Per quanto riguarda i soggetti, ce n’è davvero per tutti i gusti: bambini innamorati della propria maestra, persone che odiano San Valentino, nonni in love, tradimenti, proposte di matrimonio deluse, amore gay, soldatesse di ritorno dall’Iraq, fiorai romanticoni ed erotismo telefonico, in un girotondo rutilante ed inutile, buono soltanto a stordire ed irritare anche lo spettatore meglio predisposto.

Quello che disturba maggiormente di questo film è proprio l’assenza di anima che lo pervade, la totale mancanza di sincerità, immolate sul trono del guadagno facile. Mai come questa volta un ottimo cast non significa necessariamente un buon film, sacrificando infatti il cuore per il cervello, il sentimento per il freddo calcolo, la pellicola non spicca mai il volo, finendo semplicemente per annoiare lo spettatore, a cui non frega assolutamente nulla dei protagonisti e delle banali vicende che li vedono coinvolti.

Mi sembra di vederlo il signor Marshall, mentre assegna i ruoli, si frega le mani e ride alle spalle di noi spettatori, pallottoliere alla mano, purtroppo per lui questa volta il colpaccio non gli è riuscito e resta con un pugno di mosche. Non che Appuntamento con l’amore sia un brutto film, ma la sua arida simpatia ed il suo asettico tentativo di voler essere universale, lo rendono incompleto e sbilenco, un prodotto talmente concentrato su se stesso e sul suo essere perfetto a tutti i costi, da apparire antipatico, finto ed ipocrita.

Bè sarà per la prossima volta mr. Marshall, ma se posso darle un consiglio, cambierei genere, ormai quello che aveva da dire sui sentimenti lo ha detto forte e chiaro a tutti, la lezione è stata acquisita e direi di procedere oltre. Se invece (come temo) lei volesse perseverare nel voler mostrare una volta di più al pubblico il suo punto di vista sulla vita di coppia, allora lascerei da parte il commercialista e metterei più cuore e meno cervello, più passione e meno freddo raziocinio, soprattutto quando si parla d’amore, dicono che faccia miracoli.

VOTO

Se avete da 00 a 13 anni: Mediocre, 4
Se avete da 13 a 20 anni: Insomma, 5
Se avete da 20 a 30 anni: No,4
Se avete da 30 a 40 anni: Dimenticabile, 5
Se avete da 40 anni in su: Non ci siamo, 5

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