Comincia duro e diretto come un pugno allo stomaco Giustizia privata (ma l’originale Law Abiding Citizen è come al solito più corretto e più bello), film decisamente interessante, in uscita nelle nostre sale alla fine di Agosto.

A discapito del titolo italiano, che ricorda un episodio di 007, la pellicola si dipana in modo piuttosto atipico, mettendo sì in scena la solita storia di rape&revenge, che dai tempi de Il giustiziere della notte ha fatto scuola, ma dando anche libero sfogo ad un’impostazione, che deve non pochi debiti di riconoscenza al modello creato da Saw.

Ammesso e non concesso che ci si possa divertire, nel vedere come muoiono i protagonisti di un film (de gustibus…), bisogna ammettere che la formula qui inaugurata, regala un pochino di ossigeno ad un modello altrimenti fin troppo ingessato e statico, che ormai viveva della pedissequa ripetizione di se. Una volta fissate le regole del gioco, risulta facile capire come il film aquisti un ulteriore valore aggiunto grazie ai suoi protagonisti.

Se da un lato Gerard Butler ci regala un’interpretazione granitica, sfaccettata e per una volta dai tempi di 300 convincente, dall’altro Jamie Foxx è il vero asso nella manica del film. L’idea che sta alla base di questo tipo di pellicole infatti, si basa sulla caratterizzazione di un unico personaggio (il protagonista ferito e vendicativo) tralasciando gli altri, che risultano essere semplice carne da cannone. In Giustizia privata, i protagonsiti sono due, alla pari, entrambi ottimamente rappresentati e messi l’uno contro l’altro su opposte barricate.

Diventa quindi molto sfumato e difficile parteggiare per qualcuno ed è proprio qui che la pellicola vince, nel trascinare il suo pubblico in una dicotomia emotiva, un cortocircuito mentale, che lascia lo spettatore impotente, impossibilitato a decidere da che parte stare. Questo efficace (e furbo) meccanismo ha anche il grande pregio di non far scemare mai la tensione, rendendo praticamente impossibile allo spetttore di abbassare le difese e abbandonarsi al semplice divertimento.

Poco importa se il finale è eccessivo e un tantino inverosimile, ormai la frittata è fatta, siamo stati catturati nella rete, ormai prigionieri di un meccanismo che ha messo in scacco il nostro cuore, diviso la nostra anima, perennemente indecisa tra inettitudine della legge ed inutilità della vendetta. Non male per un’opera di fiction.

VOTO

Se avete da 00 a 13 anni: Vietato mi spiace, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Figo, 7
Se avete da 20 a 30 anni: Bello, 8
Se avete da 30 a 40 anni: Non male, 6,5
Se avete da 40 anni in su: Non male, 6,5