Niente mi da maggior piacere di accompagnare mia figlia al cinema. Il pensiero che una passione così bella e ricca, possa appartenere anche a lei (invece di urlare fino a perdere la voce per una qualsiasi squadra di calcio), mi riempie il cuore di orgoglio.

Amo anche la preparazione che accompagna la visita in sala. Di solito guardiamo insieme il trailer e decidiamo se è il caso oppure no di andare a vedere quel film, poi giunto il giorno fatidico, ci dirigiamo a passi tardi e lenti nei meandri della multisala. Seggiolino supplementare per bambini, pop-corn, sosta toilette e siamo pronti per la grande avventura. In questi anni l’emozione è sempre stata diversa (anche ognuna delle 3 volte che abbiamo visto La principessa e il ranocchio) e va bene così.

Questo lungo preambolo mi serviva per farvi capire, quanto sia dura criticare obbiettivamente un film visto in compagnia di mia figlia. E’ molto arduo infatti, porsi in modo oggettivo di fronte ad una materia tanto delicata, ma è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo.

Tata Matilda e il grande botto è un film riuscito solo a metà. Non avendo più la novità e la romantica utopia da favola del primo episodio, vive di alcune sequenze riuscite (i maialini che fanno nuoto sincronizzato, la visita a Londra…) e investe tutte le proprie energie per dare il meglio di se nel commovente finale.

Il cast è come al solito stellare e se Emma Thompson è straordinaria come sempre (vi cito solamente la scena di Love actually in cui scopre che il marito ha un’altra donna… grazie al suo sguardo e alla voce di Joni Mitchell si spalanca un universo di emozioni e lacrime), anche i comprimari non le sono da meno, mettendo tutta la loro energia al servizio di una storia per bambini e adulti. Purtroppo il film soffre della fastidiosa sindrome della lungaggine, che lo porta a dilatare alcune parti (tutta la parte sulla bomba da disinnescare) a scapito di altre.

Se l’idea funzionava per la prima pellicola (5 lezioni da imparare) qui la riproposizione della stessa formula, traslata per adattarsi ad un tema diverso, a tratti risulta ridondante, dimenticabile. Tata Matilda resta un personaggio meraviglioso, ma questa volta resta in secondo piano, lasciando troppo spazio ai tentativi del “cattivo” di rovinare tutto. A poco serve un colpo di coda finale davvero gustoso, che farà sorridere di piacere tutti coloro che hanno amato il primo film, ormai la frittata è fatta, la noia si è impossessata di voi e il disperato bisogno di veder apparire i titoli di coda si è fatto largo nel vostro cuore.

Concludendo, Tata Matilda e il grande botto non è un brutto film, ma risulta un tantino noioso e ridondante, senza contare che dovendo fare i conti con un predecessore di tutto rispetto, parte estremamente svantaggiato, perdendo poi progressivamente terreno man mano che la narrazione procede.

Resta comunque il fatto che si tratta di un film per bambini, senza volgarità alcuna e senza facili citazioni cinefile, uno spettacolo sanamente pensato per tutti quei piccoli spettatori che ne hanno abbastanza di orchi scoreggioni e animaletti politicamente scorretti… Ce ne fossero.

VOTO

Da 00 a 13 anni: Bellissimo, 8

Da 14 a 22 anni: Molto Carino, 7

Da 23 a 33 anni: Caruccio, 6

Da 34 a 45 anni: Carino, 6,5

Da 45 a 70 anni:  Carino, 6,5

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