Non c’è due senza tre e il quattro vien da se. Ecco spiegato in modo semplice il motivo che ha portato alcuni uomini di dubbia moralità a riunirsi per produrre un nuovo capitolo della saga che ha per protagonista la trista mietitrice.

Facciamo un passo indietro. Il primo capitolo era divertente, eccessivo e soprattutto decisamente originale, l’idea che la morte avesse un piano per chiunque e che non si potesse sfuggire ad esso in nessun modo era affascinante. Il numero due era francamente anche meglio del suo predecessore, complice un incipit che era un vero e proprio bagno di sangue (l’incidente stradale più spettacolare che si sia mai visto) e una serie di dettagli splatter disseminati, come piccole spaventose briciole, durante tutta la pellicola. Poi arrivò il terzo capitolo e lo sconforto si impossessò dei nostri cuori, la ripetizione regnava sovrana e lo sbadiglio era dietro l’angolo.

Ora a fomentare nuove sanguinose speranze arriva questo quarto capitolo (in 3d) che ha la presunzione, ma non le potenzialità, di presentarsi come definitivo (quel “The” davanti al titolo). Veniamo al dettaglio, l’inizio come al solito è potente e spettacolare, un bagno di sangue durante una gara di Naskar che fa davvero ben sperare. Purtroppo dopo i titoli di testa più cool di tutta la serie (e tra i più belli che si siano visti negli ultimi anni) ecco farsi largo la solita e pedissequa ripetizione delle solite trovate e dei soliti complicati modi per morire tra atroci sofferenze.

Possibile che in 10 anni (il primo capitolo è datato 2000) non si sia trovato nient’altro per tenere viva l’attenzione, se non la messa in scena di sempre più elaborate e raccapriccianti esecuzioni? Risulta difficile credere che il pubblico di appassionati non abbia altri interessi ed altre domande, ma si limiti a recarsi in sala con un pallottoliere per tenere il conto dei decessi.

Uno maggior scavo dei personaggi, unito ad uno straccio di sceneggiatura, avrebbe sicuramente giovato al film ed alla serie in senso lato, per salvarla e salvarci da un loop senza arte ne parte. Nel caso di questo quarto capitolo, a nulla servirà un finale furbino ed ammiccante, ormai la frittata è fatta e la mente è già altrove, persa in un mondo meraviglioso e giusto in cui i film horror siano originali ed intelligenti, un mondo privo di inutili sequel e stupidi remake.

VOTO

Da 00 a 13 anni: Vietatissimo…, n.c.

Da 14 a 22 anni: Carino, 6,5

Da 23 a 33 anni: Insomma, 6

Da 34 a 45 anni: Proprio no…, 5

Da 45 a 70 anni:  No, 4

Annunci