Appesa la frusta al chiodo e riconsegnate le chiavi del Millennium Falcon ormai da tempo, il buon Harrison Ford decide di uscire dalla letargica stasi interpretativa che lo vedeva protagonista, per spendersi anima e corpo in un progetto assai discutibile che farebbe la sua porca figura in un’estivo pomeriggio targato Rete4.

Sull’onda del patetico L’olio di Lorenzo, che mise in ginocchio la carriera di Nick Nolte, Misure straordinarie è un lacrima-movie che ha per tema la lotta di persone comuni contro un male bastardo ed incurabile. Accumulando secchiate di pathos e montagne di cleenex usati, la pellicola ha il dubbio merito di essere ispirata a fatti realmente accaduti. In un momento storico in cui un film su tre è ispirato alla realtà, distinguere  la verità dalla finzione, è ormai un mero ed asettico esercizio di stile.

A buttare benzina sul fuoco, ci pensano le imbarazzanti interpretazioni di un bolso Harrison Ford (ci auguriamo che si dedichi quanto prima al decoupage) e di uno stralunato Brendan Fraser, credibile nella parte del genitore pronto a tutto, quanto una felce da appartamento.

Il resto è noia e tra un momento topico ed un altro telefonato, la pellicola si avvia lenta (troppo lenta!) verso la sua indegna conclusione, scientemente e colpevolmente negando allo spettatore il privilegio di fruire di ciò per cui ha pagato: una topica scena di pianto collettivo. Tra una frase buttata lì, un abbraccio forzato e una risata, tutto si esaurisce senza scossoni e senza quel necessario climax, che da sempre è base su cui si fondano i migliori lacrima-movie.

Qui è tutto controllato, asettico, misurato… inutile.

VOTO

Da 00 a 13 anni: Che palle…, 4

Da 14 a 22 anni: Che due gran palle, 3

Da 23 a 33 anni: Brutto!, 4

Da 34 a 45 anni: Proprio bruttino, 5

Da 45 a 70 anni:  Però…, 6

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