Spazio e respiro, due parole semplici, ma che hanno fatto grande il cinema. Sono proprio questi gli elementi che rendono notevole il remake del classico di Romero. Prendendosi tutto il tempo che serve e lavorando sui dettagli e sulle attese, La città verrà distrutta all’alba (ma l’originale The Crazies è decisamente più efficace), si costruisce pezzo dopo pezzo, edificando attorno allo spettatore sequenze di grande cinema.

In un’ora e trenta minuti scarsi, il film trova il tempo di regalarci dei protagonisti credibili (su tutti uno splendido ed umanissimo vice sceriffo), un paio di salti sulla poltrona (l’obitorio e l’autolavaggio sono due sequenze che non si dimenticano) ed infine riesce nell’impresa assai complessa di non far mai rimpiangere l’originale.

Scostandosi pesantemente dal modello che lo ha ispirato, The Crazies, gioca con le inquadrature, i punti di vista e la tensione, creando un film assolutamente godibile che sarebbe sbagliato liquidare con un’alzata di spalle. Trattandosi di un film horror (annoso problema del bel paese) la tentazione sarebbe quella di liquidare l’operazione con l’offensivo “solo per appassionati”, dimenticando che spesso c’è più dignità in un film come questo, che in tante annacquate commedie che infestano le nostre sale (Il cacciatore di ex, Che fine hano fatto i  Morgan, La dura verità, Genitori e figli agitare bene prima dell’uso….).

Spazio e respiro, dicevo all’inizio di questo post, due elementi che hanno fatto grande il cinema. The Crazies non appartiene alla categoria del grande cinema, per carità, ma recupera quegli spazi (sfruttandoli sapientemente) e quel respiro (le attese ne diventano protagoniste), in un momento in cui il cinema stesso sembra diventare ogni giorno più piccolo e la sua voce ogni giorno più flebile.

VOTO

Da 00 a 13 anni: Dai 12 anni: Molto Bello, 7,5

Da 14 a 22 anni: Bello, 7

Da 23 a 33 anni: Bello, 7

Da 34 a 45 anni: Molto carino, 6,5

Da 45 a 70 anni:  Carino, 6

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