Non fraintendetemi, Dragontrainer è un film gradevole.

Ci sono i vichinghi, i draghi (tanti draghi e questo è un bene), c’è il messaggio, ci sono un padre ed un figlio, c’è un cattivaccio e c’è un finalotto con una puntina di amaro che a qualcuno ha fatto gridare al miracolo (vero Alberto?).

Gradevole, spassoso, rutilante, ben sceneggiato e… dimenticabile.

Il problema di molta animazione e di molto cinema, è purtroppo quello di farsi dimenticare molto in fretta, spesso appena oltrepassata la cassa. Dopotutto ci sarà una ragione se Gli Aristogatti, Il libro della giungla, La carica dei 101 e chi più ne ha, più ne metta, vengono visti e rivisti milioni di volte dai bambini di tutte le età senza che vengano mai apparentemente a noia. Privilegio che purtroppo non sfiora Dragontrainer e tutti i suoi compagni di merende, siano essi simpatici Panda esperti nelle arti marziali, orchi scorreggioni o scienziati pazzi che fanno piovere polpette dal cielo.

Io una risposta me la sono data, è determinante l’assenza di canzoni. Le canzoni, così come i musical rendono un film eterno, pronto per essere subito rivisto, giustificato dal fatto che si vuol risentire quel particolare pezzo o che si vuol assistere di nuovo a quella mirabolante coreografia. L’animazione (quella Disney in particolare) ha fatto di questo un suo marchio di fabbrica ed assistere ad un film come La Principessa e il ranocchio è un evento da associare tranquillamente a qualsiasi spettacolo di Broadway, basta un singolo pezzo tra quelli messi in scena nel film (vogliamo scegliere la canzone di Mamma Odie?), per spazzare via in un batter d’occhio tutta la durata di Dragontrainer.

Scendendo nello specifico quindi, Il re leone resta in mente per “il cerchio della vita” e “hakuna matata”, mentre le parti immortali de La sirenetta o de La bella e la bestia sono quelle cantate. Seguendo questo filo di pensieri, non è un caso che la  sequenza che ricordano tutti del seppur debole Madagascar è quella in cui i lemuri cantano “Mi piace se ti muovi”.

La musica è il sale dell’animazione stessa, l’anima che la rende indimenticabile, il cuore palpitante che ci costringe a vedere e rivedere miliardi di volte lo stesso film senza mai implorare pietà. Quando la Dreamworks e tutti coloro che intendono fare animazione, per adulta o colta che sia, arriveranno a capirlo, allora un film semplicemente gradevole come Dragontrainer sarà indimenticabile.

Fino ad allora… “Ti bastan poche briciole lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar….Eh Già!”

VOTO

Da 00 a 13 anni: Bello, 7

Da 14 a 22 anni: Bello, 7

Da 23 a 33 anni: Molto Bello, 8

Da 34 a 45 anni: Carino, 6

Da 45 a 70 anni: Carino, 6

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