A dispetto del titolo, questo film non è affatto complicato, anzi, gioca le sue carte migliori sul vecchio e confortevole campo da gioco della commedia sofisticata.

Esempio piuttosto cristallino e raro di come una commedia possa essere gradevole, pur mettendo in scena una già vista e rivista serie di equivoci e intrecci, It’s complicated ha la sua vera forza nello strepitoso cast che lo compone. Se Meryl Streep è come al solito eccellente (anche quando si muove su terreni più leggeri), le vere sorprese sono un redivivo e divertentissimo Alec Baldwin (difficile rivedere in quest’uomo obeso e di mezza età l’aitante Jack Ryan di Caccia a Ottobre Rosso) e un delicato Steve Martin.

Proprio quest’ultimo è il vero valore aggiunto ad un film, che si muove tra le corde della delicatezza e del sentimento con manifesta innocenza. Innocenza incarnata da uno Steve Martin quasi inedito (i più cinefili lo ricorderanno nello strepitoso Grand Canyon di Lawrence Casdan) che gioca la propria performance in bilico tra il sorriso e la lacrima.

It’s complicated è tutto qui, una love story degli equivoci vecchia maniera, una commedia sofisticata in cui si ride e si aggrotta la fronte, travolti da sentimenti comuni e accompagnati per mano da un cast perfettamente affiatato ed in parte. A volte basta poco per fare buon cinema, non importa saccheggiare video games, fumetti e recite parrocchiali, non è necessario realizzare remake selvaggi o produrre imbarazzanti ed imbarazzati sequel, a volte è sufficiente un ottimo cast, un’eccellente sceneggiatura e un occhio rivolto al passato, tenendo ben presente la lezione di maestri del calibro di Billy Wilder o Ernst Lubitsch.

Come dicevo, it’s not complicated… o forse sì?

LA SCENA CHE VALE IL FILM

Francamente la delicata scena finale ha il sapore della raffinata leggiadria.

VOTO

Da 00 a 13 anni: Carino, 6,5

Da 14 a 22 anni: Molto Carino, 7

Da 23 a 33 anni: Bello, 7,5

Da 34 a 45 anni: Molto bello, 8

Da 45 a 70 anni: Molto bello, 8


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