Prendendo atto che le saghe adolescenziali degli ultimi anni hanno bisogno di titoli chilometrici per funzionare (Harry Potter e… Le cronache di Narnja…), mi dedico alla visione di Percy Jackson… ultimo nato del divertimento per famiglie.

Fin dal principio, l’impressione è quella di trovarsi davanti ad un frullato misto in cui l’intero scibile cinematografico sia stato sapientemente centrifugato dal regista Chris Columbus. Purtroppo ben presto l’impressione si trasforma in certezza e un accenno di noia si affaccia timidamente ad appesantire le mie già provate palpebre.

Considerato che si tratta di un prodotto quasi esclusivamente dedicato ai ragazzi, il metro di giudizio dovrebbe essere meno severo e infatti devo dire che tra combattimenti, mitologia spicciola, draghi sputafuoco e comparsate eccellenti (Uma Thurman è una convincente Medusa), il film si lascia vedere. Dando un colpo al cerchio ed uno alla botte il nostro Percy Jackson trova identità. amore, amicizia e nel tempo libero non disdegna di salvare il mondo.

Peccando in puerilità e schematismoo (i nostri ragazzi non sono così, non scordiamocelo mai), commette purtroppo la grave leggerezza di prendersi un pò troppo sul serio. Schiavo dei gusti e delle esigenze di un pubblico tra i più esigenti che esistano, Percy… strizza l’occhio all’azione, ai primi turbamenti adolescenziali e all’amore genitoriale, perennemente indeciso tra puro divertimento e una più complessa forma di intrattenimento. I timidi tentativi di descrivere il rapporto tra un padre assente (Poseidone) ed un figlio problematico e dotatissimo (Percy), sono veri e propri buchi nell’acqua, anzi rappresentano il vero fallimento del film.

Umanizzare così tanto gli Dei immortali, non è stata certo un’idea felice. Se da un lato rende giustizia alla mitologia (Zeus & Co. avevano gli stessi vizi e le stesse debolezze dell’uomo), dall’altro esagera questo aspetto, mettendo in scena un imbarazzante corto circuito, dal sapore di teatrino quasi comico. Vedere la figlia della Dea Athena che al cospetto per la prima volta con la madre la apostrofa con un banale “Ciao mamma…” non è divertente, ma sciocco. Il potente Poseidone che trattiene il figlio dicendogli “dobbiamo parlare”, non strizza l’occhio ai problemi degli adolescenti, ma fa capire loro che quegli stessi problemi forse non avranno soluzione, visto che anche il potente fratello di Zeus sembra del tutto incapace di risolverli.

Alcuni aspetti sono intriganti (la ricerca delle perle, il campo d’addestramento), molti sono deludenti (Ade e Persefone sono niente più che macchiette), mentre c’è almeno un vero colpo di genio (l’ingresso agli inferi è situato ad Hollywood). Occasione mancata quindi, per un film capace di divertire a tratti, ma di non conquistare mai, rinunciando alla magia che invece pretende di descrivere. Percy Jackson, non un brutto film, ma un film che avrebbe potuto essere migliore se solo avesse creduto fino in fondo nella sua capacità di divertire.

Dopotutto una ragione per vederlo esiste, poter guardare su grande schermo Pierce Brosnan trasformato in un giovane centauro con la barba lunga… Un’imperdibile e perpetuo motivo di divertimento in questa grigia vita fatta di stenti e sofferenza.

VOTO

Da 00 a 13 anni: Molto carino, 7

Da 14 a 22 anni: Molto carino, 7

Da 23 a 33 anni: Insomma…, 5

Da 34 a 45 anni: Insomma…, 5

Da 45 a 70 anni: Insomma, insomma…, 4

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