Gran brutta bufala questo film. Intanto definiamo il termine che ha origine nel variegato mondo della mozzarella e che fa pensare alla pizza. Dicesi bufala, quel tipo di pellicola che al contrario delle aspettative si rivela essere una cocente delusione. Secondo questa definizione quindi, Legion rientra a pieno titolo in questa poco invidiabile categoria cinematografica.

Parte bene il nostro film. Un angelo (Michele) cade dal paradiso, si taglia le ali e si reca a fare shopping in un’armeria. Ne uscirà armato fino ai denti e pronto a combattere un intero esercito di angeli come lui, pronti ad eseguire il volere di Dio, stufo dell’umanità e quindi determinato a distruggerla. WOW direte voi ed anche io in un primo momento ho detto WOW, peccato che poi il film non abbia l’onestà intelettuale di finire, ma continui in modo altalenante e spesso insensato.

Se come da copione la sceneggiatura prevede il più classico assedio western, quello che disturba veramente è la svogliata banalità e l’insensata sciatteria di alcuni passaggi. L’umanità sarà salva se sarà salvato un bimbo che sta per nascere (Gesù? Ma non era il figlio di Dio? Perchè?)… Gli angeli prendono possesso del corpo degli umani ma non possono avvicinarsi al nascituro (???) mentre l’arcangelo Gabriele sì (?????)… E via di questo passo, tra combattimenti, esplosioni, dialoghi da bacio Perugina e fasci di luce divina.

Se alcuni di voi saranno galvanizzati da questa stesura (ormai vi conosco…), vi inviterei caldamente a non cantar vittoria, perchè il peggio del film è ovviamente concentrato nel finale (che non vi svelerò). Non ho nulla contro i film d’azione e se Legion ha un merito è proprio quello di entrare subito nel vivo, regalando allo spettatore botte da orbi e un illimitato spreco di munizioni. Il problema è sempre il solito, una scarsa, anzi scarsissima sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti.

Seguendo il filo di molto cinema di genere americano, Legion parte da una buona idea, sviluppandola poco e male. Il regista confeziona un videogame di un’ora e mezza che vi lascerà in bocca l’amaro sapore dell’incompiuto. Fatte salve un paio di sequenze davvero efficaci (l’incipit e il dialogo che precede lo scontro tra Michele e Gabriele), il film si adagia nel territorio del già visto, non disdegnando un certo gusto per la stupidità e i colossali ed ingiustificati buchi di sceneggiatura.

Troppo poco per un film che si annunciava come una travolgente scheggia impazzita, frutto dell’anarchia e di una irrispettosa quanto sana blasfemia diffusa. La solita vecchia storia, la solita vecchia mozzarella di bufala. Male, molto male.

VOTO

Da 00 a 13 anni: Dai 12 anni: Carino, 6,5

Da 14 a 22 anni: Fighissimoooo, 8

Da 23 a 33 anni: Insomma…, 5

Da 34 a 45 anni: Baggianata, 5

Da 45 a 70 anni: Per carità, 4

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