Nessun limite e nessuna decenza, nessuna scusa e soprattutto nessuna vergogna. Rec2 comincia dove finiva il primo capitolo, all’ultimo piano del condominio spagnolo in cui il “virus” ha avuto inizio. Questa volta a farci compagnia in questo viaggio, troviamo un manipolo di uomini delle forze speciali, armati fino ai denti di armi e telecamere, al loro seguito un prete che sa più di quel che dice.

Se il primo film funzionava, seppur con qualche ingenuità (la scena in cui la reporter “riguarda” il primo omicidio è imperdonabile), il secondo capitolo fa acqua da tutte le parti, non sfuggendo nemmeno per un minuto alla regola d’oro (con le dovute eccezioni) che vuole che il secondo capitolo sia peggio del capostipite. Con l’unico discutibile valore aggiunto di mescolare un pò le carte e mettere insieme possessione demoniaca e morti viventi, parassiti vermiformi e qualche fucilata, Rec2 si dirige stancamente verso una conclusione telefonata ed improbabile.

Figlia del guadagno facile che solo i sequel possono vantare, la pellicola diretta dal dinamico duo Plaza/Balaguero, fallisce su tutta linea, andando a colmare i vuoti del primo film e cercando di spiegare tutto quello che era rimasto fumoso, incompiuto o semplicemente abbozzato. Errore madornale e terrificante leggerezza, da parte dei due registi, che così facendo creano un ibrido con troppe chiacchere e troppa poca azione.

Andando poi a dare una spiegazione logica e lineare di ciò che era accaduto nella pellicola precedente, si intorpidiscono inevitabilmente le acque e le menti, scivolando inevitabilmente nell’insensatezza e andando ad inciampare nella mediocrità. Poche idee ma confuse quindi, per una pellicola che ad essere buoni potrebbe al massimo essere un clone del suo predecessore, capace semplicemente di affastellare scene ad effetto e claustrofobia insistita.

A proposito di questo, permettetemi una parentesi, mi sembra infatti giusto notare che la prossima volta che mi troverò al cospetto di un film che usa come espediente narrativo la visione notturna, abbandonerò la sala cinematografica. Se questo meccanismo funzionava ne Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, tanto di cappello, ma correva l’anno 1995 la vita era più facoile e si potevano mangiare anche le fragole, ora credo sia tempo di cambiare direzione, soprattutto nei riguardi di una tecnica furbina come questa, che è già stata usata ed abusata dal primo Rec.

Concludendo, con il suo carico di insensatezze ed imprecisioni, l’insistita voglia di spiegare l’inspiegabile facendolo diventare incredibile, la sua religiosità da quattro soldi e l’aumento indiscriminato dei colpi di scena, Rec2 si conferma ben poca cosa. Film piuttosto stupido che demolisce ciò che di buono aveva costruito il suo predecessore, impegnato anima e corpo nel tentativo riuscito di avvitarsi lentamente su se stesso, trascinando inesorabilmente con se gli spettatori paganti e tutto il cinema di genere.

VOTO

Da 00 a 13 anni: Dai 12 anni: Vietatissimo, n.c.

Da 14 a 22 anni: Fighissimo, 8

Da 23 a 33 anni: Decisamente inutile, 5

Da 34 a 45 anni: Decisamente orribile, 4

Da 45 a 70 anni: Decisamente NO, 3

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