Chi come me si è accostato a questo film controvoglia, un pò per caso, spinto forse dall’intenzione segreta ed inconfessabile di deriderlo, rimarrà profondamente sorpreso.

La storia vera (quasi, è ovvio che tutto è traslato in ottica occidentale) del cane Hachico, capace di aspettare il ritorno del padrone fino alla fine dei suoi giorni, risulta certamente stucchevole, gratuita e costruita a tavolino, ma innegabilmente commuove e coinvolge. Pur cercando di mantenere un compassato distacco critico, riesce impossibile non farsi emozionare dalla vicenda narrata in questo film.

Se le vere protagoniste della vicenda sono le lacrime, capaci di sgorgare naturali e copiose più volte durante la visione, non si può certo negare l’afflato di sincerità che coinvolge tutti i personaggi che compongono questa vicenda, siano essi protagonisti o semplici comprimari. Dal buon Richard Gere alla sempre brava Joan Allen e alla loro dolcissima figlia, passando per l’uomo degli hot dog e l’impiegato della stazione, fino ad arrivare ovviamente al fedele Hachico, tutti coloro che hanno partecipato al film, si impegnano per dare il loro contributo nel far emozionare anche lo spettatore più smaliziato.

Bisogna dunque capirsi, se è vero come credo sia vero, che il cinema è prima di tutto emozione, allora Hachico centra il bersaglio, regalando due ore di toccante sentimento e partecipata emozione ad un pubblico che forse si trova impreparato ad accettarlo. Di contro non sto sostenendo che questo sia un grande film in assoluto, ma certamente un grande film per tutti coloro che vogliono farsi inondare da un fiume di travolgenti emozioni e lasciarsi andare ad un sano e spontaneo pianto liberatorio. Forse non è molto, ma di certo nemmeno poco.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
Tutta la parte finale in cui Hachi aspetta invano il ritorno del padrone… impossibile non piangere.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO
Se Richard Gere non ha bisogno di presentazioni ( personalmente i suoi film migliori restano All’ultimo respiro, Affari sporchi, Sommersby, Schegge di paura e Chicago), Joan Allen invece è attrice troppo spesso sottovalutata. Tra le sue interpretazioni La seduzione del male (al di Daniel Day Lewis), Pleasantville (delizioso piccolo film con Tobey Maguire, Reese Witherspoon e Jeff Daniels) e gli ultimi due film dedicati a Jason Burne. Da par suo il regista Lasse Hallstrom è responsabile del notevole La mia vita a quattro zampe, del toccante Le regole della casa del sidro (con un monumentale Michael Caine) e del sopravvalutato Chocolat.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Molto Carino, 7
Se avete da 13 a 20 anni: Carino, 6
Se avete da 20 a 30 anni: Carino, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Commovente, 7
Se avete da 40 anni in su: Molto commovente, 7,5

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