Alzino la mano coloro che ammirano e stimano il lavoro di Woody Allen, attenzione però, non gli entusiasta dell’ultima ora, quelli che si sdilinquiscono con Match point, tanto per intenderci.

A tutti coloro che stanno lì, con la mano alzata, che hanno amato Bananas, Amore e guerra, Io e Annie, Manhattan, La rosa purpurea del Cairo, Radio Days, Crimini e misfatti e che hanno visto il cinema di un grande maestro, diventare sempre più piccolo, ecco a tutti loro è dedicato questo film.

L’amore, la vita e la religione sono scuse, spunti, pretesti per parlare di ciò che sta veramente a cuore al regista, il Caso. Il Caso che domina tutto e regge saldamente le redini delle nostre vite e delle nostre scelte, il Caso come unico comune denominatore che unisce gli esseri umani, così soli, così poveri d’intelletto, così ciechi, così terribilmente determinati a perseguire la propria realizzazione personale.

Inutile illudersi di aver ottenuto dei traguardi grazie alla propria bravura, è solo il Caso a determinare successi e fallimenti, regnando indisturbato sui sogni e le speranze della razza umana. Se questo tipo di riflessione non è nuova nella poetica del regista di New York, è dai tempi del già citato Match point che il Caso fa il bello e il cattivo tempo, sicuramente nuovo ed apprezzabile è l’approccio scelto in questo caso.

Allen infatti, tornando a girare nella città a lui cara, recupera l’umorismo tagliente e la divertentissima scrittura che avevano fatto la sua fortuna in passato. Lasciata da parte l’amarezza e la drammatica prevedibilità delle ultime pellicole, Basta che funzioni recupera corpo, nerbo e struttura delle più felici prove del nostro, regalando un’ora e mezza di grande divertimento.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6
Se avete da 13 a 20 anni: Carino, 6
Se avete da 20 a 30 anni: Molto carino, 6,5
Se avete da 30 a 40 anni: Bello, 7
Se avete da 40 anni in su: Bello,7

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