L’idea è quella di recensire tutti i film della saga, in occasione dell’uscita dell’ultimo capitolo. Dal primo film datato 2001 fino alla seconda parte del settimo, in uscita nel 2011, dieci anni di attese, promesse e qualche conferma, ma soprattutto dieci anni di crescita.
Se da un punto di vista filologico Il principe Mezzosangue ha una parentela di primo grado con I doni della morte, appare sciocco, dal mio punto di vista, commentare separatamente gli ultimi due film della saga, come se si trattasse di due capitoli differenti e non la prima e la seconda parte dello stesso tutto. Diviso per esigenze di mole del materiale narrativo e molto più probabilmente di businness, I doni della morte è a tutti gli effetti un’unica pellicola, l’ultimo tassello di un viaggio durato 10 anni.
Come nella miglior tradizione cinematografica, l’ultimo capitolo si spacca in due anime, la prima appannaggio di azioni e reazioni, mentre la seconda tira i fili della storia, spiegando ciò che restava ancora in sospeso. Bisogna dire subito che entrambe le anime del film sono estremamente ben bilanciate e vitali, ben lontane dal deludere ed anzi foriere di emozione, pathos e in alcuni casi di lacrime. Per esempio, la parte dedicata ai combattimenti (tantissimi in questo film) e alle pericolosissime imprese (su tutte l’entrata alla Gringott) è perfettamente bilanciata da una splendida sequenza animata (nata per comprendere quali siano i doni della morte) e dalla meravigliosa e toccante scena del pensatoio, in cui Harry affronterà il passato del più ambiguo dei suoi ex professori. Continua a leggere










