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DE ROUILLE ET D’OS: Semplicemente un capolavoro

Di ruggine e ossa siamo fatti, uomini e donne, alla perenne ricerca di un senso, di una direzione, di un motivo.

Di ruggine e ossa, di sangue e lacrime sono fatti i nostri corpi perfetti, sconfitti dalla natura e dall’insensibile, sorda ed indifferente banalità della vita.

Se Marion Cotillard e’ splendida, fragilissima eppure durissima, sempre ad un passo dallo spezzarsi in un milione di piccoli pezzi, sono la forza cieca, i muscoli sempre tesi, la bovina fissità e la crudele ed ipnotica atrocità della carne martoriata di Matthias Schoenaerts a conquistare per sempre il nostro cuore di spettatori. Senza climax eppure ricchissimo di sequenze perfette, capace di sfuggire sapientemente ad una catalogazione e coraggiosamente in grado di mantenersi sempre un passo indietro, lavorando di sottrazione, per non abbandonarsi a facili emozioni da rigattiere, Di ruggine e ossa e’ il primo grande film di questa stagione cinematografica appena cominciata.

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THE DARK KNIGHT RISES

Pantagruelico, naturalmente eccessivo, violentissimo,  politico, ipnotico, tonitruante, forse estenuante, probabilmente definitivo e totale, certamente e soprattutto grandissimo cinema.

Difficile liquidare in fretta il film di Nolan, da un lato ci si trova spiazzati ed affascinati di fronte ad un’opera visivamente potentissima, capace di saziare fino all’indigestione chiunque sia affamato di cinema, dall’altro lato invece si devono fare i conti con un impianto narrativo estremamente complesso e non banale, capace non solo di far riflettere, ma di avvolgere e stravolgere completamente lo spettatore, fino ad immergerlo anima, sangue e carne, in un mondo altro, pauroso e terribilmente simile al nostro. Il cinema di Nolan non è solo spettacolare e magnificamente pensato, ma compiendo un vero e proprio Inception nell’anima molle di ciascuno di noi, riesce a travalicare i generi e i linguaggi, reinventandosi e proponendosi orgogliosamente sfacciato ed arrogante di fronte allo spettatore, che inevitabilmente ne resta travolto,  con i sensi piacevolmente inondati da questo inarrestabile  tzunami di cinema.

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COLAZIONE DA TIFFANY: Sogni e Promesse

Ogni tanto riguardo un classico e spesso mi chiedo se sia il caso di proporlo tra queste pagine oppure no, consapevole che probabilmente lo hanno già visto tutti e che il mio misero contributo sarebbe forse inutile.

Rompiamo gli indugi.

Lungi da me proporre un punto di vista nuovo ed illuminante su di un classico come Colazione da Tiffany, diciamo piuttosto che l’intento principale è quello di stuzzicare la curiosità di quelle generazioni che non avendo mai visto questo film, avranno la voglia e la bontà di avvicinarvisi, sfatando una volta per tutte il luogo comune che identifica il cinema del passato, come qualcosa di sorpassato e tendenzialmente noioso.

Credo infatti che il nostro principale dovere di amanti del cinema sia proprio quello di far conoscere ed amare questa straordinaria arte ai giovani e forse proprio a partire da questi film, pellicole che anche dopo parecchi anni e altrettante visioni, non hanno perso nulla del loro contagioso fascino o della loro inaspettata attualità. Continua a leggere

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COSMOPOLIS

Gloria e vita alla nuova carne.

Sì, partiamo proprio da qui, da Videodrome del lontano 1983, perché Cosmopolis ne è la diretta conseguenza e la perfetta discendenza, ma soprattutto perché ancora una volta bisogna che tutto cambi perché tutto resti uguale.

Esattamente come la storia che racconta, Cosmopolis è un viaggio attraverso il nostro mondo, il nostro domani e il nostro divenire lentamente sempre meno umani. Svuotati di ciò che ci rende quel che siamo, per ridurci ad un involucro senziente di carne, risentimento, desiderio, sangue e follia, in questo senso il film di Cronemberg vola alto e ci restituisce un mondo e un essere umano vuoti e terribilmente soli. Continua a leggere

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EXTREMELY LOUD & INCREDIBLY CLOSE: Molto forte, incredibilmente vicino

Il più brutto dei giorni.

Un uomo cade nel vuoto.

Ho amato il libro capolavoro di Safran Foer e in modo diverso e complementare ho amato questo splendido film.

Pellicola frammentaria, esperienza di lancinante tristezza e folgorante epifania, gioia e dolore, croce e delizia, riso e lacrime.

Momento altissimo di empatia e pietà, nadir di umana disperazione, lutto e perdita, zenit di amore, memoria e disperata umanità. Continua a leggere

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I MUPPET: Il mio e il tuo CAPOLAVORO

L’altro ieri ho compiuto 40 anni.

Ho deciso di festeggiare portando la famiglia al cinema.

A vedere I Muppet.

Per molti 40 anni sono tanti, sono un’età responsabile e cruciale, uno spartiacque tra ciò che era e ciò che sarà. Per me sono solo un anno in più. Eppure ha qualcosa di estremamente simbolico l’andare al cinema nel giorno del proprio quarantesimo compleanno per vedere un film dedicato ad un gruppo di pupazzi che hanno abitato la tua vita infantile, creando in un’affezione un pò malsana. Non solo, la vera domanda è una soltanto. Saranno ancora capaci di suscitare gioia, risate ed emozione un gruppo di pupazzi che ormai hanno passato a loro volta i quaranta?

Con questo tumulto di sentimenti nel cuore e nella mente, ho varcato la soglia della sala cinematografica e con mia grande sorpresa il miracolo si è compiuto ancora una volta, facendomi decrescere, conquistandomi gli occhi e prendendo in ostaggio i miei sogni.

Quindi diciamolo subito forte e chiaro, I Muppet è un capolavoro. Continua a leggere

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SUPER: Malattia mentale ed eroi poco super

Quando mi capita di vedere un film come Super, mi ricordo come mai ho aperto un blog sul cinema.

Quando per una strana coincidenza astrale si para davanti ai nostri occhi un bel film, un bellissimo film, si viene investiti da una strana febbre, un’urgenza di condividere i propri pensieri e il proprio punto di vista su ciò che si è appena visto.

Ecco perchè ho deciso di scrivere di cinema, per poter raccontare al mondo ciò che vedo.

Bene, ieri ho visto un vero capolavoro, il suo titolo è Super.

Non fate l’errore di liquidare questo film, come la brutta copia del celebratissimo Kick-ass, qui siamo da un’altra parte. Se il tema dei supereroi senza super poteri sono al centro anche di questa vicenda, quello che interessa al regista è la realtà e non la finzione o l’iperbole tragica. Quindi quando un uomo triste e patetico decide di vestire i panni di un supereroe vestito di rosso che porta il nome di Crimson Bolt, perchè pensa che quella sia la sua missione nella vita, affidatagli da Dio in persona, quello che si profila al’orizzonte, non è un film divertente, ma un apologo sull’apatia, la malattia mentale e lo scollamento dalla realtà. Continua a leggere

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MELANCHOLIA: Semplicemente un capolavoro

Melancholia è un capolavoro.

A qualcuno potrà sembrare azzardato, ma più ci penso e più credo che Lars Von Trier si avvicini sempre di più a Kubrick. La potenza espressiva del suo cinema, estremamente viscerale e concettuale, ricordano molto da vicino i capolavori del maestro e nella sua ineffabile, ineluttabile, innaturale perfezione, Melancholia non fa eccezione.

Cinema di silenzi e di potentissime immagini, di poche parole e di profonda solitudine, la pellicola del controverso danese, si concentra sull’essenza dell’umanità e sulla precaria inconsistenza del luogo in cui abita, il pianeta terra. La vita smette così di essere un’opzione percorribile, mentre il panico si impossessa delle menti e dei corpi di tutti gli esseri viventi. Lasciati soli, anzi vigliaccamente abbandonati da ogni forma di certezza e di consolazione, gli esseri umani trovano compimento e ragione nella famiglia e nell’effimera consapevolezza che questo possa bastare. In questo senso, l’insensatezza di ogni paradigma sociale, l’abbandono delle certezze e l’impossibilità di essere felici, ci appaiono in tutta la loro profonda vacuità. Continua a leggere

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DRIVE: L’immobilità, l’illusione della vita e l’illusione del cinema

Sono immobili i protagonisti di Drive, manichini marmorizzati in attesa del momento perfetto per mostrare una necessaria illusione di vita. Oggetti inanimati di cinema, pronti ad abitare un’inquadratura per lo spazio di una lenta carrellata, volti plastificati e immobili, quasi incapaci di parola, ma capaci di lordarsi le mani di sangue.

Bellissimo e lancinante, il nuovo film di Nicolas Winding Refn, racconta l’illusione della vita e della morte e per farlo usa la più assoluta, poetica, straziante e meravigliosa delle illusioni, il cinema. Prendendo nelle proprie mani, un pugno di stereotipi senza vita, Refn, li plasma e li rende indimenticabili, utilizzando il gioco di prestigio cinema, come mezzo espressivo per raccontare una storia western di etica ed estetica. Continua a leggere

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SUPER 8: La mia infanzia… il mio cinema

Comincio con una confessione. Se in un film ci sono i bambini o il Natale, io piango. E’ scientifico, matematico, le mie lacrime sgorgano spontaneamente senza che io possa controllarle o ributtale indietro, la voce mi si spezza e il naso cola, mentre mi riduco ad una poco piacevole larva d’uomo scossa dai singhiozzi. Super 8 è il tipico film che spalanca i miei dotti lacrimali e nel finale, mi fa desiderare di essere lì, oltre lo schermo, in compagnia dei suoi piccoli protagonisti, per sognare e crescere insieme a loro.

Data tanta e tale premessa. mi sbilancio e lo dico fin da subito, Super 8, nuovo film diretto da J.J. Abrams e prodotto da Steven Spielberg è splendido, anzi un vero capolavoro che resterà incastonato nel tempo e nella memoria del cinema che verrà. Scalda il cuore assistere ad una pellicola così simile alle opere passate dello Spielberg che fu, penso ovviamente a E.T. e Incontri Ravvicinati, interamente dominata e  abitata da ragazzi, che attraverso uno spirito di corpo e di gruppo ormai appannaggio di un’epoca lontana, lottano e si fanno largo nella vita, sognando il cinema e abbracciando l’amore e l’ignoto. Continua a leggere

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HOT TUB – UN TUFFO NEL PASSATO: Amicizia, viaggi nel tempo e l’insostenibile leggerezza del 1986

1986… Il sottoscritto aveva 14 anni e tutto andava davvero bene.

Per capirci, in quell’anno usciva True Blue, che avrebbe consacrato Madonna, i Queen davano corpo e mito al film Highlander, grazie ai brani tratti da A kind of magic e il sottoscritto si sdilinquiva dietro alle giunoniche forme di Samantha Fox. Al cinema poi si tremava con The hitcher, si toccava il cielo con un dito grazie a La mosca, si viaggiava nello spazio con Aliens – scontro finale e si metteva alla prova il gusto del proibito andando in sala per vedere una travolgente e sconvolgente Kim Basinger, protagonista assoluta e mai dimenticata di 9 Settimane e 1/2.

Non sono impazzito, lo giuro, questo resta un blog sul cinema e non una passeggiata sul viale dei ricordi, ma appena finito di vedere questo delizioso Hot Tub, una salva di ricordi e congetture mi ha invaso la mente, costringendomi ad un personalissimo viaggio nel tempo attraverso i citatissimi, odiatissimi e amatissimi anni ’80. Continua a leggere

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FOUR LIONS: La risposta del Dio del Cinema a Giobbe.

Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

Parafrasando Manhattan di Woody Allen, viene da pensare che Four Lions sia la risposta del Dio del Cinema a Giobbe. Il Dio del Cinema, infatti, avrebbe indicato la locandina di questa pellicola superba e avrebbe esclamato con vove tonitruante: “Di cose orribili ne ho prodotte tante, ma so anche fare film come questi…”

Pellicola inglese dalla trama semplice, arguta, dissacrante e tagliente, Four Lions (che esce finalmente anche in Italia, ovviamente dopo la puzza) racconta la vicenda di alcuni ragazzi musulmani determinati a farsi saltare in aria in nome della Jihad. Attenzione però, qui si ride parecchio, i tentativi e la preparazione del gesto sono esilaranti, paradossali eppure trattati con un disarmante realismo. Tutto bene direte voi, che  ci vuole, si butta in vacca un tabù e se ne raccolgono frutti, polemiche e risate. Purtroppo però non è così semplice, perchè il film drasticamente e coraggiosamente vira, capovolgendo il sorriso in ghigno, l’ilarità in costernazione. Continua a leggere

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IO SONO L’AMORE: Finalmente il Cinema Italiano!

Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

Io sono l’amore è uno dei film italiani più belli degli ultimi vent’anni.

Avvolto dalla sapiente regia di Luca Guadagnino, lo spettatore è cullato e stregato da una Milano quasi familiare eppure distantissima, attirato nelle velenose spire di una famiglia ricca, anzi ricchissima, che ha smarrito tutto, a cominciare dal significato dell’essenza della vita stessa. Anelli saldi eppure debolissimi di una catena umana che non ammette ripensamenti, soffocati e soffocanti, invincibili e vulnerabili. Parabola di lucidissima ed autoptica concretezza, capace di descrivere come non mai l’effimera fragilità dell’essere umano, la sua vigliacca ipocrisia e la follia di un sogno tramutatosi in fuga, Io sono l’amore, lega e conquista, trascianandoci nei lussuosissimi gironi infernali di una prigione dorata, difficilissima da abbandonare, se non a caro prezzo. Continua a leggere

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MACHETE: L’omaggio che il genere aspettava da tempo

Robert Rodriguez è il fratellino dispettoso di Questin Tarantino, tutti i suoi film sono puro divertimento, sberleffo, risata ed eccesso.

Machete nasce quasi per scherzo, come falso trailer a far da trait d’union tra Planet Terror (diretto appunto da Rodriguez) e Death Proof  (appannaggio di Tarantino), tasselli dell’operazione Grindhouse. La storia del messicano Danny Trejo in cerca di vendetta e con una spiccata abilità nel maneggiare il machete, era troppo succulenta perchè uno come Rodriguez non decidesse di approfondirla a modo suo.

Il risultato è un film strepitoso, una cascata di trovate, luoghi comuni e ribaltamenti di questi, da far impallidire Stallone e i suoi Expendables. La carta vincente della pellicola è il suo eccesso e la sua disincantata goliardia, che vanno a comporre un lunghissimo omaggio al genere, un vero e proprio inno alla libertà e alla dignità di un certo tipo di cinema, troppo spesso bistrattato, dimenticato e nascosto sotto il tappeto. Continua a leggere

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84 CHARING CROSS ROAD: Libri, lettere e lo sfiorarsi di due anime

Esce nel 1987 questa piccola perla, capace di far innamorare di se tutti coloro che amano la lettura, la scrittura e il buon cinema di idee. I suoi protagonisti, anche per l’eccezionalità della situazione, risultano talmente bravi da desiderare che il film non finisca mai, eppure come ogni buon libro, anche ogni bel film, deve arrivare a veder comparire la parola fine sullo schermo.

Apparentemente infilmabile, la cronaca di un rapporto di amicizia, quasi d’amore, che non verrà mai concretizzato, ma vivrà solamente idealmente, attraverso le lettere che i due protagonisti si scriveranno in vent’anni di relazione epistolare, 84 Charing Cross Road, ha il fascino del film prezioso, ricco di idee e di intenzioni, risultando addirittura incalzante, nel tentativo quasi calligrafico, di restituirci emozioni sussurrate, piccole e grandi gioie, epocali cambiamenti ed ineluttabile fissità. Continua a leggere

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RIO: Ritmo, colore e meraviglia

Chi ha una certa familiarità con ciò che scrivo, sa perfettamente che ogni tanto mi appello alla clemenza della corte ed invoco un giudizio più equo, per film che vanno valutati non in modo assoluto, ma secondo un metro di misurazione  meno incline alla facile stroncatura, buona solo ad appagare l’ego di qualche critico frustrato.

Bene, questo tipo di indulgenza non va assolutamente applicata a Rio, semplicemente perchè nella sua straordinaria e travolgente vitalità, la nuova creatura partorita dai Blu Sky Studios (L’era glaciale) non ne ha bisogno. Rio è uno dei migliori film d’animazione degli ultimi anni e grazie alla voglia di farsi immediatamente rivedere che lascia addosso allo spettatore, è probabilmente un vero e proprio capolavoro. Continua a leggere

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KICK-ASS: Un calcio a tutti luoghi comuni

Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

Colpisce al cuore Kick-ass come non capitava da molto molto tempo.

Colpisce al cuore, perchè di cuore e sangue è fatto.

A parte i giri di parole sibillini, Kick-ass è un signor film, una pellicola che parla di un gruppo si supereroi sui generis, ma a loro modo indimenticabili. Lontano anni luce dal divertimento fine a se stesso (anche se estremamente divertente), è proprio nelle sue parti drammatiche (commoventi?) che il film da il suo meglio.

Se Aaron Johnson è un ottimo protagonista, quello che conquista davvero sono l’innocenza negata e sanguigna di Chloe Moretz (Hit Girl) e la dolente ed amorevole maschera paterna interpretata da Nicolas Cage (Big Daddy). Supereroi senza super poteri, ma con moltissima responsabilità, il gruppo di protagonisti di Kick-ass accoglie lo spettatore in un mondo in cui il sangue scorre a fiumi, la pietà non esiste e la città assiste indifferente in attesa di un segnale di sveglia. Continua a leggere

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NON LASCIARMI: Umanità e anima

Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

Una luce di straziante bellezza e di disperata umanità avvolge gli ultimi minuti di uno dei film più belli che mi sia capitato e mi capiterà di vedere ultimamente. Never let me go è pellicola perfetta e commovente, eterea eppure spietatamente terrena.

La vita e l’imitazione di essa, risultano protagoniste assolute di una vicenda difficile da dimenticare, capace di farci riflettere sull’anima e sulla vera essenza dell’essere umani. Coccolati dalla splendida voce narrante di Carey Mulligan, folgorati dalla sua rassegnata umanità e dall’amore assoluto che permea la sua vita, noi spettatori inermi, ci ritroviamo spogliati di ogni cosa, ad affrontare una storia che ci coglie imprerati, emozionati e fragili. Continua a leggere

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IL SIGNORE DEL MALE: Bisogno di certezze, significato e significante

Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

Probabilmente sto attraversando un periodo della mia vita in cui ho bisogno di certezze e quasi sicuramente questa necessità, trova il suo naturale sfogo nel cinema horror. Ragion per cui, in una solitaria serata  di fine Febbraio, mi sono sentito in dovere di rispolverare uno dei classici di John Carpenter, uno dei suoi film che preferisco, un piccolo cult, un gioiello horror di immutata meraviglia.

Il signore del male è un grandissimo e spesso dimenticato film, un inno alla gioia e alla libertà di un autore troppo spesso non ritenuto tale. E’ il 1987 quando John Carpenter firma questo gioiello opalescente che brilla di luce screziata e cattiva, la critica lo snobba ed il pubblico probabilmente non ne coglie le immutate potenzialità. Continua a leggere

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THE DESCENT: La perfezione dell’orrore e la dolcezza della pazzia

Sono passati 6 anni da quando vidi per la prima volta questo film, avvolto nel buio di una sala cinematografica. Da allora ha continuato ad ossessionarmi, innescando in me un meccanismo senza requie, che mi portava a consigliarlo ad ogni essere vivente e ad ogni appassionato di horror, anzi di cinema.

Sono passati 6 anni e finalmente ho avuto modo di rivederlo, grazie ad un passaggio televisivo sul satellite.

The descent è prima di tutto un film in cui un apparentemente omogeneo gruppo di persone (tutte donne e tutte appasionate di escursioni in grotta) si ritrovano a fare i conti con qualcosa di eccezionale, di impensabile, di antico. Circondate ed attaccate dalla paura, si troveranno a dover reagire guardandosi dentro, per trovare la forza, per scoprire la disperazione, per aggrapparsi all’illusione, per abbracciare la vendetta e per scivolare nella follia. Continua a leggere

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